Garanzia Giovani, Lavoro

4 milioni per formare al lavoro. Soldi ad artigiani per sperimentare botteghe-scuola

Pubblicato da giovanisi il 30 marzo 2015

firenze 18.05.08: artigianato e palazzo 2008foto guido mannucciInteressa giovani fra i 18 e i 29 anni che non hanno alcun contratto di lavoro né frequentano corsi regolari di studio o di formazione e che hanno aderito a Garanzia Giovani: stanno per avere la possibilità di frequentare percorsi formativi, non solo in una tradizionale aula ma anche direttamente nelle botteghe degli artigiani, botteghe che così diventano scuole, per acquisire competenze professionali specialistiche (misura ‘Formazione mirata all’inserimento lavorativo‘.  Interessa, dunque, non solo le agenzie formative ma pure singoli artigiani: nelle loro botteghe, accettando di accreditarsi, potranno avere un contributo dalla Regione per prendere, appunto, “a bottega” qualche giovane e trasmettere tecniche e saperi in modo da garantire il futuro, troppo spesso precario, alle stesse botteghe e a un artigianato artistico che può ancora far grande l’intera Toscana.

La Giunta Regionale, su proposta dell’assessore Emmanuele Bobbio, ha appena approvato un piano da 4 milioni di euro (200 mila dei quali a disposizione di artigiani che vogliano dar vita a “botteghe-scuola”) con indirizzi specifici per una formazione “mirata – sottolinea Bobbio – non a ottenere un foglio di carta ma all’opportunità di un inserimento lavorativo facilitato da uno specifico vincolo, inserito in delibera, che lega attività formative e settori produttivi del territorio”.

Ammessi a presentare i progetti sono, per i corsi individuali, le botteghe scuola e, per quelli collettivi, le agenzie formative accreditate. Nel caso di un corso individuale presso una bottega-scuola, all’artigiano sarà attribuito un voucher (4 mila euro per studente) che dovrà essere rendicontato a costi reali: fino al 70 il rimborso sarà erogato subito mentre il resto lo sarà a risultato conseguito, ovvero in caso di occupazione del giovane entro 120 giorni dalla fine del corso (l’occupazione potrà avvenire mediante l’avvio di un tirocinio extracurriculare oppure tramite l’attivazione di forme di lavoro a tempo indeterminato, determinato per almeno 6 mesi o apprendistato). Analoghe le regole anche per i corsi collettivi tenuti dalle agenzie formative.

La delibera, che sarà presto seguita da un avviso pubblico per il concreto avvio delle attività formative, contiene anche due elenchi ripartiti per province: i settori, tipici del territorio, nei quali prevedere le attività formative (al di fuori di questi, non saranno ammissibili percorsi formativi) e la ripartizione delle risorse (sia per i corsi collettivi tenuti dalle agenzie formative sia per i corsi individuali nelle scuole bottega). I corsi tenuti nelle aule (di durata fino a 900 ore) sono finalizzati al rilascio di un attestato di qualifica professionale o di un certificato che attesti le competenze nei diversi ambiti professionali.

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AREZZO. A disposizione per i corsi collettivi (quelli in aula tenuti dalle agenzie formative), la Regione mette 238.148,84 euro. Per i corsi individuali (quelli nelle botteghe-scuola) 12.534,15 euro. 5 i settori indicati: lavorazioni orafe; agricoltura, zootecnia, silvicoltura, pesca; produzioni metalmeccaniche; turismo, alberghiero e ristorazione; tessile, abbigliamento, calzatura e pelli.

FIRENZE. Per i corsi collettivi 913.815,69 euro e 48.095,56 per quelli individuali. 6 i settori: produzioni metalmeccaniche; tessile, abbigliamento, calzature e pelli; turismo, alberghiero, ristorazione; agricoltura, zootecnia, silvicoltura, pesca; servizi socio-sanitari.

GROSSETO. Per i corsi collettivi 165.782,36 e per quelli individuali 8,725,38. Tre i settori: agricoltura, zootecnia, silvicoltura, pesca; chimica e farmaceutica; turismo, alberghiero e ristorazione.

LIVORNO. Per i corsi collettivi 499.502,27 e per quelli individuali 26.289,59. 5 i settori: produzioni metalmeccaniche; agricoltura, zootecnia, silvicoltura e pesca; turismo, alberghiero e ristorazione; logistica e trasporti; servizi socio-sanitari.

LUCCA. Per i corsi collettivi 376.000,55 e per quelli individuali 19.789,50. 4 i settori: cartotecnica, stampa, editoria; chimica e farmaceutica; produzioni metalmeccaniche; turismo, alberghiero e ristorazione.

MASSA-CARRARA. Per i corsi collettivi 255.454,52 e per quelli individuali 13.444,97. 4 i settori: fabbricazione prodotti in materiali non metalliferi, estrazione e lavorazione pietre, area marmo; produzioni metalmeccaniche; turismo, alberghiero, ristorazione; tessile, abbigliamento, calzatura e pelli.

PISA. Per i corsi collettivi 436.088,67 e per gli individuali 22.952,04. 7 i settori: tessile, abbigliamento, calzature e pelli; produzioni metalmeccaniche; informatica; logistica e trasporti; artigianato artistico (limitatamente al vetro); chimica e farmaceutica; turismo, alberghiero e ristorazione.

PISTOIA. Per i corsi collettivi 325.123, 73 e per quelli individuali 17.111,78. 5 i settori: produzioni metalmeccaniche; tessile, abbigliamento, calzature e pelli; agricoltura, zootecnia, silvicoltura e pesca; turismo, alberghiero e ristorazione; legno, mobili, arredamento.

PRATO. Per i corsi collettivi 343.752,21 e per quelli individuali 18.092,22. 4 i settori: tessile, abbigliamento, calzature e pelli; logistica e trasporti; informatica; produzioni alimentari.

SIENA. Per i corsi collettivi 246.331,19 e per quelli individuali 12.964,80. 4 i settori: agricoltura, zootecnia, silvicoltura e pesca; chimica e farmaceutrica; turismo, alberghiero e ristorazione; servizi socio sanitari.

TOSCANA. Per i corsi collettivi 3.800.000 euro e per quelli individuali 200.000 euro.

 

Comunicato stampa di Mauro Banchini, Toscana Notizie

Pubblicato il 30 marzo 2015