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Sentinelle della legalità, Bugli: “Mobilitiamoci tutti insieme per l’uso comune dei beni confiscati alla mafia”

Pubblicato da giovanisi il 20 ottobre 2017

Mafia legalita 683Teatro Verdi gremito di ragazze e ragazzi delle scuole di ogni ordine e grado stamani a Firenze. Va in scena la conferenza finale delle “Giovani sentinelle delle legalità”, il progetto della Fondazione Caponnetto che anche quest’anno ha coinvolto 85 classi e 2500 studenti e studentesse in Toscana (centomila in tutta Italia); e l’assessore alla cultura della legalità della Toscana Vittorio Bugli ne approfitta per lanciare un appello per “una battaglia comune”: quella per “far sì che i beni confiscati alla mafia (tanti in Italia, non pochi neppure in Toscana: 489 fra immobili ed aziende) vengano messi a disposizione del bene comune e lo si faccia velocemente”. “Il nuovo testo del codice antimafia approvato nei mesi scorsi dovrebbe sveltire i tempi – spiega – ma una mobilitazione generale aiuterebbe”.

Prima, durante l’intervento, l’assessore aveva ringraziato dal palco i ragazzi e gli organizzatori. “Si tratta di un’iniziativa importante perché è un investimento in legalità – aveva detto – : un investimento sulla conoscenze di quello che è stato, delle stragi e dei crimini che si sono consumati in passato, ma anche su un futuro di consapevolezza di questi giovani, che in questo modo hanno gli strumenti per saper leggere con attenzione dove nella realtà la mafia e criminalità si può annidare e dove non si può annidare”. Caponnetto lo sapeva bene: la Toscana non è terra di mafia, ma la mafia anche in Toscana esiste. E sapeva anche che senza la formazione e l’impegno dei giovani il paese non può avere un futuro degno. Il suo era un invito alla mobilitazione: “uomini e donne di buona volontà fatevi avanti” diceva, che poi non è molto distante dalle parole di Don Milani che molti anni prima chiosava su che senso avesse l’aver le mani pulite, se poi uno le tiene in tasca.

E infatti il progetto della “Giovani sentinelle della legalità” non parla solo di mobilitazione contro la mafia: è un’iniziativa di cittadinanza attiva e partecipata, nel segno pur sempre del rispetto delle regole ma su temi anche più ampi, dall’ambiente ai biglietti non pagati sul bus, dalla violenza di genere e il bullismo al gioco d’azzardo, dalle droghe, dipendenze e il disagio giovanile al riciclaggio dei rifiuti, l’urbanistica partecipata, il decoro urbano e l’integrazione, tanto per rammentarne alcuni.

Non è naturalmente il solo progetto che la Regione sostiene. Per non dimenticare e promuovere una più forte e salda coscienza civica e democratica ci sono altre attività nelle scuole, c’è dal 1994 una ‘casa della memoria’, ora all’ultimo piano di Palazzo Strozzi Sacrati a Firenze, aperta a chiunque voglia saperne di più su misteri e poteri occulti, stragi, eversione, mafia e criminalità organizzata. C’è l’impegno per monitorare e studiare mafia e illegalità (clicca qui per leggere il rapporto realizzato dal Sant’Anna di Pisa) e c’è il sostegno all’attività, nell’estate, dei ragazzi sulle terre strappate alla mafia. “Azioni diversi – conclude l’assessore – che tutte insieme servono a combattere l’indifferenza, che è tra i mali maggiori della società contemporanea”.

 

Comunicato stampa di Walter Fortini, Toscana Notizie

Pubblicato il 20 ottobre 2017