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#medtown, il Mediterraneo si incontra e si racconta a Prato per tre giorni

Pubblicato da giovanisi il 26 aprile 2017

Settanta ospiti internazionali, cento volontari, trentacinque ore di programmazione tra talk show, incontri, presentazioni di libri e spettacoli: è tutto pronto per la prima edizione di “Mediterraneo Downtown“, il primo festival interamente dedicato alla scena contemporanea dell’area mediterranea che si terrà a Prato dal 5 al 7 maggio 2017 dopo l’assaggio dell’anteprima che c’è stata lo scorso novembre.

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 La tre giorni che invaderà il centro storico di Prato – non a caso una città dell’entroterra e non della costa, per far capire fin da qui che quel che succede nel Mediterraneo interessa tutti – è stata presentata stamani a Firenze a Palazzo Strozzi Sacrati.

La necessità di approfondire
“Quel che succede  sulle coste che si affacciano su questo mare è qualcosa che di complesso è importante, che riguarda la vita di tutti e l’epoca che viviamo, con i suoi nodi da sciogliere ma anche tante opportunità. Economiche pure – sottolinea l’assessore alla presidenza della Toscana, Vittorio Bugli – Di fronte alla complessità, a partire dal fenomeno dell’immigrazione che interessa oltre 65 milioni di rifugiati e sfollati nel mondo,  non si può rispondere con la banalità, con uno slogan facile oppure cavarsela con una battuta nel salotto di uno studio televisivo. C’è bisogno di approfondire: prima di tutto ascoltare, con molta modestia, e poi pensare con quale pezzo di un mosaico più vasto contribuire. Questo deve essere l’approccio dell’istituzione ed è quello che proviamo a fare con Mediterraneo downtown e una città , Prato, che su questo tema ha voglia di impegnarsi”. “Un modo – conclude – per stare davvero nella modernità”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il sindaco di Prato, Matteo Biffoni. “Su materie così complesse non si può far finta di niente – dice – . E’ come un temporale: non si ferma e arriva. Certe dinamiche disegneranno le nostre città di domani, dove ci sarà bisogno di integrazione e controllo, di dialogo e moderazione. Capirle è il primo passo”.

Tre giorni per persone curiose
“Un festival con esperti (per fuggire dalla banalità, appunto ndr) ma che si compone di eventi che non vogliono parlare ad esperti ed addetti ai lavori ma semplicemente a persone curiose”.  Fabio Laurenti, direttore di Mediterrano Downtown, sintetizza così la tre giorni pratese oramai alle porte: un festival dal programma decisamente corposo, gemellato con il festival dei diritti umani di Milano e il Sabir Fest di Messina, il quale che si propone di volgere lo sguardo laddove spesso i media non accendono i loro riflettori o declinare in modo originale temi già ampiamente trattati.  Con linguaggi diversi anche, e non solo con incontri o talkshow.  Gli obiettivi sono tanti. Il primo è colmare un deficit di informazione e portare a Prato “tutte le sponde del Mediterraneo: non solo quella sud, anche quelle est e ovest e italiane pure”.  Il secondo, confessa sempre Laurenti, è farne anche un luogo di elaborazione e non solo di riflessione, con uno spazio forum che probabilmente sarà inaugurato a partire dall’edizione 2018.
“Saranno tre giorni – sottolinea don Bigalli dell’associazione Libera, tra i promotori del festival  – dove affronteremo i problemi del Mediterraneo ma anche proveremo a raccontare e far emergere le storie e la parte più bella, assieme a tutte le potenzialità positive”.
“Mediterraneo Downtown è un’importante occasione per approfondire questioni cruciali spesso analizzate con superficialità se non con un approccio “orientalista” che trascura la ricchezza, i fermenti, le rivendicazioni e le lotte di popoli che condividono con noi uno spazio comune” scrive nel suo messaggio Riccardo Noury, portavoce di Amnesty international Italia.

Si inizia con le scuole
La manifestazione prenderà il via la mattina di venerdì 5 maggio al Museo del Tessuto con una matinée per le scuole (“Mediterraneo Anch’io”) e con l’inaugurazione del progetto dell’artista pratese Silvio Palladino, “Panillon”, che insieme ai bambini di una scuola elementare pratese, costruirà e installerà davanti alla Biblioteca Lazzerini il forno tandoor, usato in tutto il Medio Oriente per cuocere il pane. “Parlare del pane – ha raccontato nel corso della presentazione a Palazzo Strozzi Sacrati – vuol dire parlare di tutti i popoli del Mediterraneo e allo stesso tempo di integrazione”.

Giovanisì a Mediterraneo Dowtown
Giovanisì, il progetto della Regione Toscana per l’autonomia dei giovani in collaborazione con il suo Tavolo Giovani promuove, all’interno del Festival, l’evento “Yes, We Med” per raccontare storie di incontri e scambi tra giovani del Mediterraneo. L’iniziativa, che si terrà al Centro Pecci di Prato il 5 maggio alle 15, sarà moderata da Simone Siliani (Fondazione Finanza Etica) e vedrà la partecipazione di Souad Belhaddad, giornalista e scrittrice, membro di Mediterrean Women’s Fund .

Il festival si aprirà però ufficialmente alle 18 al Museo Pecci di Prato. Nell’occasione sarà consegnato il premio “Un Mediterraneo di Pace”, attribuito a due giornalisti che si sono distinti, in contesti diversi, nel loro lavoro per il perseguimento della verità anche a rischio della vita e per raccontare dal campo fatti e storie che altrimenti sarebbero andate perdute: Can Dündar, giornalista turco costretto all’esilio dal governo Erdogan e che ha raccontato del traffico di armi tra Turchia e Isis, e  Lucia Goracci, inviata Rai.

Documentari, inchieste giornalistiche e una marcia contro le tratte
Dalle 20.30 “Med Movie Night” alla sala cinema del Centro Pecci: anteprima dell’inedito documentario di Stefano Liberti e Mario Poeta sul calcio come riscatto femminile in Afghanistan con “Herat Football Team” e il reportage “Io sono Aziz” del giornalista RAI Valerio Cataldi che ripercorre l’odissea sulla rotta balcanica di un bambino afghano alla ricerca di suo padre e di un loro futuro nell’Europa dei muri in collaborazione con NAZRA -Palestinian Short Film Festival.
Alle 23 circa il Festival incontra “Un’altra strada è possibile”, marcia contro la tratta degli esseri umani utilizzati per la prostituzione organizzata da Associazione Papa Giovanni XXIII.

Dai femminismi alle relazioni economiche sostenibili
Sabato 6 maggio al Museo del Tessuto (ore 10, Sala dei tessuti contemporanei) si susseguiranno i panel di approfondimento sui temi principali del festival: femminismi e diritti delle donne e dei movimenti LGBT nel Mediterraneo, relazioni economiche sostenibili e innovative, giovani,, migrazioni, islamismo e ambiente. Tra gli ospiti interverranno Oliver Roy dell’istituto universitario europeo di Fiesole, l’attivista afgana Malalai Joya, la scrittrice francese Faiza Güenè e lo scrittore siriano Khaled Khalifa, l’ex capitano della nave Aquarius Klaus Vogel, premiato nell’anteprima dello scorso novembre, la fumettista italo-tunisima Takwua ben Mohammed e padre Moussei Zerai, sacerdote e operatore umanitario. Come nell’edizione zero dello scorso autunno non mancherà di essere affrontato il tema della libertà d’espressione, questa volta declinato sull’informazione a fumetti con ospiti da Egitto, Italia, Palestina e Marocco. In contemporanea alla Biblioteca Lazzerini si svolgeranno cinque presentazioni di libri, sempre a tema.

Immigrazione e accoglienza, il racconto di sei ‘cattivi’. Finale in musica
Da segnalare, il pomeriggio del sabato, un incontro speciale con tre strepitose coppie di “Cattivissimi”: due ristoratori di Samos, un muratore di Lampedusa e sua moglie e due bidelli di una scuola Palermo che hanno sfidato con spontaneità le accuse di “buonismo” e si sono resi colpevoli del “reato di solidarietà”. Si autodenunceranno alle 15.30 al Museo del Tessuto.  Infine presentazione in anteprima della ricerca “Migranti e Finanza” di Fondazione Finanza Etica in collaborazione con il mensile Valori (ore 10 – Museo del Tessuto). 
La giornata si concluderà con un grande concerto, la sera, in piazza delle Carceri: “DI Me DI Terra Nostra”, con Ginevra di Marco e alcuni musicisti dell’Orchestra di Piazza Vittorio.

Passeggiata tra sapori mediterranei e poi spazio all’arte
Domenica 7 maggio si apre alle 9.30 con la “Med Walk”: 5 km tra il centro e il Lungo Bisenzio in un percorso che va dal piazza delle Carceri al Museo Pecci e si snoda tra la Prato contemporanea e quella naturalistica con guide d’eccezione e punti ristoro a tema mediterraneo. In collaborazione con Legambiente. Il festival si chiuderà al Museo Pecci con un incontro sulla cultura e l’arte nel Mediterraneo con i direttori dei più importanti musei e centri culturali dell’area: Museo di Rabat (Marocco), Museo del Bardo (Tunisi), MuCEM (Francia).  Dalle 11 alle 15.30, infine, maratonina di teatro per i giovani dedicato alle migrazioni a cura di Teatro Metropopolare (Teatro Cicognini) e Liceo Copernico di Prato con la performance “Lingua InContro” e “MIgrans”.

Libri, quattro mostre di fotografia
Durante tutto il Festival sarà attiva una libreria tematica a cura di Sabir Fest, festival messinese, con titoli e autori da tutto i Mediterraneo, oltre a uno spazio bambini con giochi e animazioni per i più piccoli (entrambe nello spazio saletta  Campolmi) a cura  di Legambiente, Zappa! e COSPE ” Gocce di Mediterraneo”.
Quattro le mostre fotografiche visitabili durante la tre giorni e oltre: “One way only” di Stefano Schirato a cura di Caritas con il sostegno della Fondazione  “Il cuore si scioglie”, “Aquarius” in collaborazione di SOS Mediterranèe, “Take Refugee” a cura di Simone Margelli e le tavole a fumetti di Takoua Ben Mohamed.

Sconti nei musei
In occasione del Festival Mediterraneo Downtown la Pratomusei Card, sarà scontata del 50 per cento: 8 euro anziché 16. La card consente un ingresso illimitato ai quattro Musei di Prato: il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, il Museo del Tessuto, il Museo di Palazzo Pretorio e i Musei Diocesani. Ha una validità di tre giorni consecutivi a partire dal primo utilizzo e consente la circolazione sui mezzi di trasporto pubblico cittadino (CAP Autolinee). “Mediterraneo Downtown” potrà dunque diventare anche un’occasione per vivere una città come Prato, la più multiculturale e contemporanea della Toscana, e anche per averne uno sguardo nuovo.

Gli organizzatori 
Il festival “Mediterraneo Downtown” è promosso da Cospe, onlus che da trentaquattro anni opera in trenta paesi del mondo con centocinquanta progetti cooperazione, Regione Toscana, Comune di Prato, Libera, Legambiente e Amnesty international Italia in collaborazione con Fondazione “Il cuore si scioglie”, Osservatorio Balcani e Caucaso, l’Istituto universitario europeo di Fiesole, Festival dei diritti Umani, Sabir Fest e Fondazione culturale Banca Etica, con il supporto dell’Osservatorio di Pavia, Museo del Tessuto di Prato, Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, Istituto culturale e di documentazione Lazzerini, Edizioni Becco Giallo, Il Sirente, Usigrai, FNSI, Polo Universitario Città di Prato, Monash University, University of New Haven, SD Promozione Prato, Pratomusei, Naturasì e San Gallo laboratori archeologici e con il contributo di Estraspa, Credit Agricol Cariparma e Publiacqua. Mediapartenership: Rai News 24, Radio Rai 3, TGR, Articolo 21

 

L’hashtag su twitter dell’evento è #medtown.

 

Leggi le schede sui singoli eventi:

L’inaugurazione del festival, il 5 maggio al Pecci
Nei tre giorni incontri con le scuole e con i giovani
Documentari e inchieste giornalistiche, la notte del cinema il 5 maggio
Il 5 e 6 maggio, tre incontri con crediti giornalistici
Arte in piazza (e non solo) con Panillion, il 5 e 6 maggio
Spazio ai libri, tanti incontri e presentazioni il 6 maggio
Il 6 maggio, concerto in Piazza delle carceri
Una finestra sul teatro e il Mediterraneo, domenica 7 maggio
Passeggiata mediterranea in centro, domenica 7 maggio
Le mostre fotografiche
Una ricerca su migranti e finanza
L’integrazione che passa attraverso l’archeologia
 

 

Pubblicato il 26 aprile 2017