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Pegaso d’oro a Don Ciotti per l’impegno nella lotta alla mafia

Pubblicato da giovanisi il 13 dicembre 2014

Il fondatore di Libera ha ricevuto la massima onoreficenza della Regione dal presidente Enrico Rossi

Don Luigi Ciotti, fondatore dell’associazione Libera, ha ricevuto oggi il Pegaso d’Oro della Toscana. La massima onorificenza della Regione è stata assegnata a Ciotti, come si legge nella motivazione, in quanto “umile e instancabile operatore di pace e giustizia, promotore di una cultura della non violenza quale migliore risposta alla diffusione del fenomeno mafioso e dei suoi meccanismi”.

Il religioso ha ricevuto il riconoscimento dalle mani del governatore Enrico Rossi. “La sua vita e la sua azione pastorale è da sempre spesa generosamente in favore dei diritti dei più deboli, degli ultimi e della vita democratica e civile del Paese”, ha detto Rossi, ricordando che don Ciotti ha da sempre compreso come “all’attività dei poteri criminali si debba rispondere con una analoga capacità della società civile di reagire”.

Don Ciotti dopo aver ricevuto il Pegaso ha commentato con i giornalisti l’evoluzione dell’inchiesta “Mafia Capitale” a Roma.  “Lo dico con sincerità, rispetto ed umiltà: mi sono stupito di chi si è stupito”. Il fondatore di Libera ha poi lodato la scelta della procura di perseguire il reato di associazione di stampo mafioso: “La corruzione e le mafie in Italia sono due facce della stessa medaglia, la corruzione fa un po’ da avamposto a tutto questo, quindi bisogna che si affronti il problema della corruzione in maniera chiara, senza compromessi o vie di fuga”.

Insieme a Don Ciotti, il presidente Rossi ha ricordato come migliaia di giovani toscani, dal 1994, anno della prima legge regionale per la legalità, abbiano partecipato a esperienze di lavoro nei terreni sottratti alle mafie, e come siano stati portati avanti progetti educativi nelle scuole arrivando a costituire in Regione il Centro per la legalità democratica, struttura dedicata alla raccolta, produzione e divulgazione di documenti e materiali sui temi della criminalità organizzata e delle mafie, del terrorismo e delle stragi.

Sono stati 69, ha ricordato il governatore, i beni confiscati in Toscana alla criminalità organizzata: 12 aziende e 57 immobili, fra cui l’azienda agricola di Suvignano.
Rossi si è infine soffermato sul valore dell’educazione dei giovani alla legalità. “E’ duro ammetterlo – ha concluso – ma anche chi governa, chi fa impresa, chi amministra in Italia deve tornare sui banchi di scuola per informarsi e riconoscere l’illegalità e per ricordare ancora cosa significhi il concetto di interesse pubblico”.

Articolo di intoscana.it

Pubblicato il 13 dicembre 2014