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Saccardi ai giovani di ‘Liberarci dalle spine': “Un’esperienza che vi renderà cittadini migliori”

Pubblicato da giovanisi il 1 agosto 2014

Dalla Sicilia e dalla Campania in Toscana per rafforzare l’impegno verso i temi legati alla cultura della legalità democratica. Dieci fra ragazzi e ragazze, che fino a dopodomani saranno coinvolti nel campo organizzato da Arci Pistoia e Circolo Arci La Torre a Larciano in provincia di Pistoia, stamattina hanno prima visitato il Centro di documentazione Cultura della Legalità Democratica e successivamente hanno incontrato la vicepresidente Stefania Saccardi. Insieme a loro c’erano i vari responsabili del progetto ed altri ragazzi toscani che hanno preso parte al campo.

“Spero che dopo questa bella esperienza – ha detto la vicepresidente – possiate essere cittadini e cittadine migliori. Questi fenomeni sono ormai presenti in tutti i settori della vita, in molti casi sono invisibili, insinuati nei centri decisionali, nell’alta finanza oppure nei rapporti con la pubblica amministrazione per gli appalti, la gestione dei beni. Per tutto questo è importante che la stessa pubblica amministrazione dedichi risorse a questo, come ha fatto e sta facendo la Toscana. É necessario – ha concluso Stefania Saccardi – pubblicizzare ancora di più questo tipo di esperienza, diffondere il messaggio nelle scuole perchè soltanto un lavoro forte sui giovani può influire sulla struttura del tessuto sociale”.

Il campo, che Arci e Circolo Arci La Torre di Pistoia ripropongono dopo due anni di pausa, si svolge nei territori di Ponte Buggianese, Pistoia e Larciano con, al centro, il bene confiscato in questo comune. Ha una durata di 10 giorni (dal 25 luglio al 3 agosto) e, oltre ai ragazzi e ragazze siciliani e campani, ne coinvolge altri provenienti dal mondo associativo toscano. Tra i compiti assegnati: lavoro agricolo presso cooperative sociali, lavori simbolici di ripulitura, ma anche incontri con istituzioni, associazioni e sindacati per capire cosa può fare la società civile per proteggere il proprio territorio. Il laboratorio affronta in particolare il tema delle ‘buone pratiche’ evidenziando i comportamenti che, indirettamente, favoriscano l’illegalità e l’ingiustizia sociale.

Il campo è inserito all’interno del progetto ‘Liberarci dalle spine‘, nato nel 2004 su proposta di Arci, Cooperativa Lavoro e non solo di Corleone e con un importante contributo della Regione. Dal 2004 sono stati quasi diecimila i giovani, provenienti da tutta Italia, ad andare in Sicilia con l’obiettivo di  diffondere la cultura della legalità democratica. Dal 2007 Arci Pistoia, per cinque anni consecutivi, ha fatto venire in Toscana ragazzi e ragazze dalla Sicilia che, insieme a coetanei pistoiesi e marchigiani, hanno studiato come la mafia è arrivata nella nostra regione e come costruire gli anticorpi necessari perché essa non intacchi il nostro sistema sociale. Il Circolo Arci La Torre, nato da questa esperienza, ha dato vita ad un osservatorio sulla criminalità organizzata, in particolare sui beni confiscati nella provincia pistoiese, la prima in Toscana per numero di beni confiscati alle mafie (16, tra immobili e aziende, secondo i dati aggiornati al gennaio 2013 dell’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata).

 

Comunicato stampa di Federico Taverniti, Toscana Notizie

Pubblicato il 1 agosto 2014