Rossi a Bruxelles per “Giovanisì”: “Lavoro ai giovani se vogliamo un futuro per l’Europa”

Pubblicato da giovanisi il 6 settembre 2012

“In Europa c’è il rischio che una generazione vada perduta, che resti fuori dal lavoro e dalla vita sociale, che venga tradita anche dalla politica e dalle istituzioni, comprese quelle europee.” Così il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha iniziato il suo intervento il 6 settembre a Bruxelles dove è stato chiamato a presentare il progetto regionale “Giovanisì” nell’ambito di “Jobs for Europe: the Employment Policy Conference”, organizzata dalla Commissione Europea. Il presidente Rossi è relatore nella sessione “Giovani – Quali risultati ottenuti dalla Youth Opportunity Initiative e quali prossimi obiettivi?”, dove ha illustrato l’impianto e i risultati del progetto toscano che è stato assunto come buona pratica a livello europeo per le inziative a favore dell’occupazione giovanile.

“Questa generazione senza prospettive – ha avvertito Rossi – può diventare facile preda dei populismi e dei nazionalismi che in tutto il continente a causa della crisi stanno rialzando la testa. Da qui dipenderà anche il futuro dell’Europa: regredire verso il passato, con tutti i pericoli che esso evoca o svilupparsi in direzione di una vera unità politica, economica e democratica.

Non si può chiedere alle giovani generazioni di costruire l’Europa se neghiamo loro il diritto fondamentale al lavoro. Per questo la questione giovanile deve esser posta al centro dell’agenda politica delle istituzioni europee.” Rossi ha poi ricordato i dati che evidenziano come un quarto dei giovani europei è disoccupato, livello che in Italia sale ad un terzo e nell’area di Mediterraneo alla metà. “Bisogna – ha detto Rossi – seguire con coraggio le indicazioni del commissario euroeo al lavoro, László Andor, quando ha proposto la necessità di costruire un’iniziativa Europea Opportunità per i giovani (European Youth Opportunities Initiative – YOI) e ha invitato gli Stati e le Regioni ad utilizzare il Fondo Sociale Europeo indicando come obiettivo di spenderne almeno il 50% a favore dei giovani.” In questo contesto Rossi ha illustrato i dati principali di Giovanisì.

“Il progetto – ha sottolineato – è un esempio di questo sforzo e di utilizzo del Fse. E’ un investimento di 350 milioni, dei quali 200 milioni di euro dal Fondo sociale europeo (FSE) e dal Fondo di sviluppo rurale e 150 milioni di euro ricavati dal bilancio regionale con risparmi, tagli e ‘spending review’ . In una regione come la Toscana con 53mila giovani disoccupati le iniziative hanno coinvolto in poco più di un anno 35mila giovani, ben il 66% dei disoccupati. La Regione – ha spiegato Rossi – supporta l’assunzione dei giovani nell’ambito degli stage formativi con 300 euro mensili, mentre il datore di lavoro e formatore ne aggiunge altri 200: in questo modo si garantisce al netto delle tasse e dell’assicurazione un corrispettivo di 400 euro ai giovani. La serietà è stata premiata – ha sottolineato Rossi – e l’iniziativa è stata per tutti vincente: giovani ed imprese con 2500 tirocini avviati e un’opportunità offerta a 10 mila giovani.”

Il presidente della Regione ha inoltre rammentato “Fare impresa in agricoltura” , l’altra iniziativa rivolta ai giovani dalla Regione che ha aggiunto proprie risorse a quelle europee del Fondo di sviluppo rurale, che ha già portato ad avviare 630 nuove imprese giovanili. Infine Rossi ha ricordato come, grazie alle iniziative sul credito adottate dalla Toscana a favore dei giovani , siano sorte in meno di un anno 700 imprese giovanili .

Comunicato stampa di Laura Pugliesi, Toscana Notizie

 

 

Pubblicato il 6 settembre 2012