Lavoro

Nidi domiciliari: con l’accredito, più opportunità per le famiglie

Pubblicato da giovanisi il 14 maggio 2012

Anche i nidi domiciliari, finora espressamente esclusi, potranno accedere alle procedure di “accreditamento”. Lo prevede una delibera approvata in Giunta Regionale su iniziativa della vicepresidente Stella Targetti che cancella, nel regolamento sulla legge regionale in materia di educazione e istruzione (un regolamento del 2003), l’esplicita esclusione riferita proprio dall’accreditamento dei nidi domiciliari.

Da ora in poi, dunque, anche i bambini che frequentano questi servizi educativi aperti presso abitazioni private, avranno la possibilità di usufruire dei buoni servizio “con un significativo sostegno a quelle famiglie – sottolinea Stella Targetti – che non trovano risposta nei servizi pubblici”. I buoni di servizio, in pratica, sono misure di sostegno al reddito che consentono, alle famiglie, abbattimenti nelle tariffe.

I bambini (o-3 anni) presenti nei nidi “domiciliari” toscani sono circa 350 e queste strutture educative (collocate presso abitazioni di famiglie e di singoli educatori) sono circa 600. Fino a oggi, non essendo previsto l’accreditamento (che, in concreto è lo strumento attraverso cui i nidi possono accedere, attraverso i bandi, ai finanziamenti regionali), i “domiciliari” – a differenza delle altre strutture: nidi d’infanzia, Centri bambini e genitori, Centri Gioco educativo, nidi aziendali) non potevano entrare a pieno titolo nel sistema integrato pubblico-privato per i servizi educativi alla prima infanzia.

“Adesso, anche in considerazione delle liste di attesa per i servizi educativi comunali, l’offerta – precisa Targetti – si amplia in modo consistente: anche i domiciliari potranno convenzionarsi con i Comuni e, dunque, far parte del sistema integrato regionale. Una scelta molto attesa nelle famiglie toscane con bambini piccoli”.

 

Comunicato stampa di Mauro Banchini, Toscana Notizie

Pubblicato il 14 maggio 2012