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Il Giorno della memoria 2012 dedicato a Samb e Diop

Pubblicato da giovanisi il 18 gennaio 2012

Anche quest’anno la Toscana si presenta all’appuntamento del Giorno della memoria rinnovando un impegno di alto profilo per la costruzione di una coscienza civile capace di arginare i germi dell’intolleranza, del razzismo, dell’odio etnico. Così come fa da anni attraverso le manifestazioni che organizza e che trovano il culmine nei “Treni della memoria”: in questo modo, centinaia di studenti possono visitare da vicino i luoghi dell’Olocausto.

“E’ la realtà stessa ad imporci questa attenzione e questa vigilanza – ha affermato stamani il presidente Enrico Rossi presentando il programma insieme a Ugo Caffaz, storico organizzatore di questa iniziativa unica in Italia per la sua ampiezza e complessità – In Europa e non solo cresce l’adesione a movimenti dichiaratamente nazisti e xenofobi. In Italia episodi terribili come l’uccisione a Firenze dei due venditori senegalesi, Mor Diop e Modou Samb, o come il tentato “pogrom” al campo nomadi di Torino, ci obbligano a prendere atto della preoccupante diffusione, nel nostro paese, del virus razzista. Ci costringe a prendere coscienza che negli ultimi anni qualcosa è accaduto come sotto pelle. Un fiume sotterraneo sta riempiendo un poco alla volta, ma sempre più di frequente, gli spazi sociali della convivenza, le maniere di pensare, i linguaggi, i comportamenti, le pratiche istituzionali”.

“La Toscana risponde, non sta ferma – ha proseguito Rossi – sempre in prima fila nella difesa dei diritti, quelli di tutti e quelli dei più deboli. Come nel caso della richiesta di concessione della cittadinanza italiana ai tre cittadini senegalesi rimasti feriti (uno è ancora ricoverato a Careggi) nel massacro costato la vita a Samb e Diop. Richiesta che abbiamo avanzato al Ministero dell’Interno e alla Presidenza della Repubblica. Giorno dopo giorno ne osserviamo gli sviluppi e fidiamo nell’impegno affermato dal Presidente Napolitano per vederne uno sbocco positivo che valuto sacrosanto”.

“Queste iniziative annuali, in alternanza ai Treni della Memoria, sono il contributo della Toscana alla battaglia perché anche l’Italia, attraverso il riscatto delle giovani generazioni che imparano a sapere – ha aggiunto Caffaz – faccia i conti con il suo passato, per tanti aspetti non limpido. Lo ha fatto e lo sta facendo la Germania, è un dovere, che noi interpretiamo, anche per il nostro paese. Per esempio, siamo gli unici che ricordano i 50 anni dal processo Eichmann; e scopriamo che a molti questo nome non dice niente. E’ così, in questa ignoranza, che il male può ricrescere in noi, spesso in tutta la sua sconvolgente banalità”.

Non solo un Giorno ma una “Settimana della memoria”
Dal 23 al 27 gennaio, a cinquant’anni dal processoad Adolf Eichmann, uno dei maggiori responsabili operativi dello sterminio degli ebrei nella Germania nazista, una mostra, un convegno internazionale, un meeting degli studenti, un ciclo di lezioni nelle scuole insieme a circa 200 in iniziative disseminate in tutta la regione, aiuteranno a capire e riconoscere i meccanismi che stanno alla radice del male, ad individuare i modi per prevenirli combatterli per invitere a riflettere sulle forme contemporanee di razzismo e di costruzione sociale del male .

L’obiettivo della Regione, che ha collaborato con le Province toscane, il Comune di Firenze e il Museo della Deportazione e della Resistenza di Prato, è combattere un male d’oggi, quel male “banale” che muta nel tempo le attività della mente, fino a determinare l’accadere di eventi individuali e collettivi funesti come la tragica uccisione a Firenze dei giovani senegalesi. Proprio alla memoria delle vite di Samb e Diop, stroncate dall’intolleranza e alla comunità senegalese sarà dedicato il meeting del 26 gennaio al Mandelaforum intitolato “Noi figli di Eichmann?”, dove 8mila giovani delle scuole toscane si ritroveranno ascoltare le voci di chi ha visto e subito il male radicale e le storie di chi ha trovato il coraggio umano e civile di dire no, di opporsi ad una situazione di ingiustizia e di oppressione dei diritti umani. Al meeting porterà tra gli altri il suo saluto il presidente della Regione Enrico Rossi.

Porteranno la loro testimonianza nomi di grande prestigio, a partire dallo scrittore israeliano Abraham Yehoshua e dalla scrittrice Helga Scheider, figlia abbandonata dalla madre aguzzina delle SS. Accanto a loro le presenze di sopravvissuti alla tragedia dei lager che negli anni hanno instaurato un rapporto strettissimo con la Toscana: le sorelle Andra e Tatiana Bucci, Bruno Shlomo Venezia (unico sopravvissuto italiano al lavoro nei Sonderkommando, le squadre dei forni crematori), Marcello Martini, Antonio Ceseri. E infine Andrea Bartali, figlio del campione di ciclismo che salvò numerosi ebrei ricercati, e Padre Lapsley, pastore anglicano perseguitato in Sudafrica per la sua battaglia contro la politica dell’Apartheid. Sarà possibile seguire in streaming tutta la manifestazione sul sito web www.intoscana.it a cura di Fondazione Sistema Toscana.

Il grande e tradizionale appuntamento del Mandelaforum sarà preceduto il 23 gennaio allo Spazio Suc delle Murate, a Firenze, dall’inaugurazione della mostra “Il processo, Adolf Eichmann a giudizio. 1961-2011” e completato nel pomeriggio dello stesso giorno, presso l’auditorium di Sant’Apollonia, dal seminario “A cinquant’anni dal processo Eichmann” (approfondisci la notizia qui).

E poi il convegno internazionale del 24 e 25 gennaio, sempre all’auditorium di Sant’Apollonia, dal titolo “Shoah, modernità e male politico”; il 27 gennaio il conferimento del diploma di perfezionamento Honoris Causa a Abraham Yehoshua da parte della Scuola Normale Superiore a Pisa; e il ciclo di undici conferenze sparse sul tutto il territorio regionale che sono partite nel dicembre 2011 e si concluderanno tra febbraio e marzo prossimi.

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Comunicato stampa di Susanna Cressati e Dario Rossi, Toscana Notizie

 

 

Pubblicato il 18 gennaio 2012