Formarsi tra teoria e pratica

I corsi ITS raccontati da alcuni beneficiari di Giovanisì

Formarsi, specializzarsi ed entrare nel mondo  del lavoro. È un po’ l’ambizione di qualsiasi giovane che si trova a fare i conti con il proprio futuro, ma è anche un obiettivo concreto per molti ragazzi toscani che hanno scelto di frequentare un corso ITS (Istruzione Tecnica Superiore), opportunità che rientra all’interno di Giovanisì, il progetto della Regione Toscana per l’autonomia dei giovani. Infatti, stando alle ultime stime, quattro studenti su cinque che hanno frequentato un percorso di questo tipo a un anno dalla conclusione del loro percorso di studi, trovano lavoro.

Ma non è tutto, perché il 90 per cento di questi giovani trova lavoro in un’area coerente con il proprio percorso di studi (non un dato di poco conto!). Ma qual è il segreto dei corsi ITS? Secondo gli studenti che li hanno frequentati o li stanno frequentando è la riuscita commistione fra teoria e pratica, e soprattutto il contatto diretto con il mondo del lavoro (il percorso, infatti, prevede anche un periodo di stage).

Per l’anno accademico 2019/2020 sono ben 16 i corsi ITS cofinanziati dalla Regione Toscana nell’ambito di Giovanisì (a valere sul POR FSE 2014/2020), e che riguardano diversi settori (tutti di grandissimo interesse):  meccanica, tessile, efficienza energetica, turismo arte e beni culturali, agroalimentare, nuove tecnologie per la vita, trasporti e logistica (puoi scoprire i vari percorsi ancora attivi consultando la pagina dedicata sul sito di Giovanisì). Insomma, c’è l’imbarazzo della scelta.

In Toscana, gli Istituti Tecnici Superiori sono 7. Nel corso degli anni sono stati tanti i giovani toscani che hanno deciso di puntare su questo genere di formazione, che prevede corsi di durata biennale o triennale. Scopriamo insieme alcune delle loro #StoriePossibili.

Gaelle, ad esempio, ha sempre avuto la passione per la biotecnologia e, quando ha scoperto il corso per “Tecnico superiore per il sistema di qualità di prodotti e processi a base biotecnologica” non ci ha pensato 2 volte e si è messa subito in gioco, acquisendo non solo importanti competenze, ma trovando anche la possibilità di svolgere un tirocinio nell’ambito che più la interessava. È lo stesso percorso fatto da Leonardo e  Aliosha, che hanno seguito insieme il corso “Tecnico superiore per l’automazione dei processi produttivi nel settore farmaceutico e biotecnologico” e hanno apprezzato la possibilità – data dal corso – di fare esperienza sul campo.

Il medesimo giudizio è condiviso da Ginevra e Corso, che stanno seguendo il corso per “Tecnico superiore per il sistema qualità di prodotti e processi a base biotecnologica”. Entrambi, infatti, concordano sul fatto che, rispetto ad altri percorsi formativi, l’ITS ha un approccio più aziendale, anche perché spesso i corsi sono tenuti da docenti che lavorano all’interno delle aziende stesse.

Il corso che sto seguendo mi ha dato altre prospettive e credo rappresenti un’opportunità per i giovani

Ma ITS significa anche poter fare esperienza “al di fuori” dell’aula di studio (e della propria nazione), e magari passare un periodo (rigorosamente formativo) all’estero. È quanto caratterizza la storia di Leonardo, che grazie al corso “Mete Green” ha svolto un periodo nel reparto energetico di un’azienda di Berlino.

Tutt’altro ambito è quello che ha caratterizzato la formazione di Bernardo e Anna Maria, due beneficiari che condividono lo stesso obiettivo: lavorare nell’ambito del turismo. Bernardo, dopo aver studiato comunicazione all’università e aver svolto il Servizio Civile regionale, ha colto l’opportunità di seguire il corso per “Tecnico superiore per la promozione e il marketing delle filiere turistiche e delle attività culturali”; Anna Maria, invece, ha seguito il corso “Hospitality Management”, cullando il sogno di lavorare all’interno di una struttura alberghiera.

Grazie al corso non ho potuto solo formarmi ma anche fare molta esperienza sul campo

Un desiderio diverso, invece, ha portato Daniele a seguire un corso ITS: quello di lavorare nel settore della moda. Affascinato dalla possibilità di lavorare nell’ambito che più gli piaceva, il giovane ha fatto una scelta coraggiosa, abbandonando l’università (e gli studi di economia aziendale) per iscriversi al corso “Tecnico superiore per il coordinamento dei processi di progettazione, comunicazione e marketing dei prodotti moda”.

La moda, un settore in crescita, così come quello agroalimentare, realtà nella quale si sono tuffati Alessio e Giulia, grazie al corso per “Tecnico superiore responsabile della produzione e della trasformazione agroalimentare e agroindustriale”. Entrambi, come Daniele, hanno trovato la forza di cambiare vita: Alessio, dopo il corso ha continuato a fare il proprio mestiere, quello di geometra, ma concentrandosi sulla progettazione di cantine, mentre Giulia, che era occupata nel settore della gestione aziendale informatica, ha scelto di seguire il corso con l’ambizione di aprire una propria azienda agricola.

La mia esperienza è stata positiva e importante: mi ha aiutato ad affacciarmi nel mondo del lavoro

Anche Alessio e Jacopo hanno seguito lo stesso corso, quello per “Tecnico superiore per l’innovazione di processi e prodotti meccanici”, e tutti e due sono rimasti colpiti (positivamente) dalla professionalità e sopratutto dal fatto di come i percorsi ITS siano di altissimo livello, e rappresentino una valida alternativa all’università.

Insomma, i percorsi ITS sono una formazione a tutto tondo, contraddistinta da insegnamenti trasversali capaci di dare ai giovani le carte in regola per affrontare – con competenze e consapevolezza – il mondo del lavoro.

Scopri le Fondazioni ITS toscane, anche attraverso le testimonianze di altri giovani beneficiari di Giovanisì che hanno seguito i corsi, guardando il video qui sotto!