Tutti i miei sforzi sono stati pienamente ripagati

Sara - Studio e Formazione

Sara La Pira, studentessa del percorso di Istruzione Tecnica Superiore (ITS)  Profarmabio19 – Tecnico Superiore per l’automazione dei processi produttivi nel settore farmaceutico della Fondazione ITS Vita,  promosso dalla Regione Toscana nell’ambito del progetto Giovanisì ha raccontato la sua esperienza il 18/10/2021 durante l’evento annuale dei fondi europei FESR e FSE che si è tenuto nell’ambito dell’iniziativa SIETE PRESENTE per i 10 anni del progetto Giovanisì.

Ecco la sua storia:

“Buon pomeriggio a tutti e grazie per l’opportunità di poter essere qui. Profarmabio significa automazione del processo produttivo farmaceutico e biotecnologico. Il corso è cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo-Giovanisì e si struttura su due parti principali: la prima parte è di 1.200 ore di lezione che abbiamo svolto prima in presenza e poi, causa pandemia, ci siamo dovuti adattare con le lezioni online – ma ce la siamo cavata lo stesso! Le lezioni sono sia tecniche – si studiano materie come meccanica, elettronica, elettrotecnica, ricerca guasti e diagnostica – però senza tralasciare la parte delle competenze trasversali, perché è importante anche l’atteggiamento sul posto di lavoro ed avere un atteggiamento corretto, propositivo.

I docenti vengono spesso dalle realtà aziendali, quindi questo è molto importante perché i loro insegnamenti sono indirizzati a quello che serve per svolgere il lavoro allo stato pratico e quindi poi questo anche al momento del tirocinio – che è la seconda parte del percorso – è un punto a nostro favore. Il tirocinio è di 800 ore, che sono più o meno 5/6 mesi. Io avevo richiesto di farlo per l’azienda AKKA – Technologies e dopo un colloquio conoscitivo sono stata selezionata come tirocinante.

Finito il tirocinio sono stata assunta e ho firmato un contratto a tempo indeterminato prima della fine del corso

Essendo AKKA un’azienda leader in tutto il mondo in diversi settori, tra cui quello delle life sciences che è appunto quello che ha interessato il mio percorso ITS, io sono stata inserita nella sede di una delle aziende farmaceutiche più importanti a livello territoriale ma non solo, anche mondiale. Insieme al mio tutor aziendale e al mio collega mi sono occupata della taratura degli strumenti di controllo di tutto il sito produttivo, quindi sono stata a contatto con macchinari molto all’avanguardia, che hanno lo scopo sia di far arrivare al cliente un prodotto di qualità, ma anche di tutelare la salute e la sicurezza degli operatori che lavorano all’interno dell’azienda.

Finito il tirocinio sono stata assunta nel ruolo di validation technician e ho firmato un contratto a tempo indeterminato prima della fine del corso, perché ancora devo dare l’esame finale. Questo è stato un grande successo per me, non solo perché lavorare in un’azienda di questo calibro è un motivo di orgoglio personale, ma anche perché tutti gli sforzi sono stati pienamente ripagati.

Il corso si colloca appunto nel campo dell’automazione e della tecnologia. Ancora ci sono molte persone che fanno un po’ fatica ad abbracciare la tecnologia del tutto, non si fidano al 100% dell’automazione, della tecnologia, dell’intelligenza artificiale.
Ecco, io vorrei dire che secondo me siamo proprio noi giovani – e anche noi giovani donne, che spesso siamo considerate un po’ fuori luogo in questo ambito che è quasi del tutto maschile – a dover dare il nostro contributo, a metterci del nostro per riuscire ad ottenere tutto il meglio, perché la tecnologia, soprattutto in ambito farmaceutico, può permettere di curare tante persone in più e secondo me questo è molto importante.

Citando una docente del corso, Darya Majidi, che è stata inserita da un settimanale di Repubblica tra le 100 donne che cambiano il mondo, lei dice che possiamo farlo attraverso quelle che lei chiama le sue 3 C:  la prima C sta per competenze, perché bisogna sempre studiare, tenersi aggiornati: la tecnologia è sempre in continua evoluzione; la seconda C è coraggio, bisogna dire “ci provo, mi butto senza paura per raggiungere quelli che sono i miei obiettivi”; e l’ultima C, non meno importante, è il cuore perché le cose fatte con il cuore hanno tutto un altro peso”.

Testimonianza pubblicata il 29/11/2021
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Rivivi l’evento e ascolta la testimonianza di Sara (dal minuto 5:13:40 al minuto 5:18:50)