Lavoro, Studio e formazione

Fondo sociale europeo, chi partecipa alle attività formative del POR trova prima lavoro

Pubblicato da giovanisi il 14 giugno 2013

Chi partecipa a corsi o altre attività formative ha più successo nella ricerca di un’occupazione. E’ quanto emerge da un’indagine a campione sui destinatari delle attività finanziate grazie al Fondo sociale europeo 2007-2013. Il tasso di disocccupazione registrato è decisamente incoraggiante: nel 2010 gli occupati dopo se mesi dalla formazione erano il 55,2%, dopo 12 mesi il 60,9%.

Un’indagine a campione
L’indagine (a cura dell’Ati Iris- Gouré) è stata svolta su un campione di circa 18 mila partecipanti alle attività finanziate grazie al Fondo sociale europeo 2007-2013.

All’indagine è stata affiancata un’analisi controfattuale che ha messo in luce, in particolare, nell’inserimento occupazionale una differenza di oltre dieci punti percentuali, sia a sei che a dodici mesi, a favore dei formati. Il 56% di chi ha fatto la formazione dichiara dopo sei mesi di essere occupato. Percentuale che sale al 61% dopo un anno. Fra i non formati la percentuale è rispettivamente del 48%, dopo 6 mesi e del 50% dopo un anno.

Dall’analisi che confronta i risultati di chi ha svolto la formazione con quelli di chi non l’ha fatta emerge una differenza di oltre 10 punti percentuali. Se al corso si aggiunge uno stage presso l’impresa o un periodo di tirocinio, la ricerca di occupazione risulta più efficace. A 12 mesi dalla conclusione, il 54,3% di coloro che hanno frequentato un corso hanno trovato lavoro, a fronte del 65,5% di chi ha fatto formazione e stage presso un’impresa o del 60,3% di chi ha fatto solo tirocinio.

“Sono risultati che ci confermano l’importanza dei fondi europei e in particolare del Fse che, anche nei prossimi anni saranno le uniche risorse certe su cui potremo contare per riavviare lo sviluppo, rilanciare l’occupazione e far uscire il paese dalla crisi. Per questo da tempo ci stiamo muovendo, sia nei confronti della Commissione europea, sia nei confronti del governo nazionale, per arrivare preparati all’appuntamento con il nuovo periodo di programmazione 2014-2020”.

Il punto
Il monitoraggio sullo stato di avanzamento del Programma operativo Fse 2007-2013 ha confermato le buone performance della Toscana, ai primi posti in Italia per capacità di spesa e anche per quanto riguarda la programmazione delle politiche per fronteggiare la crisi, per sostenere l’occupazione, la formazione e l’istruzione, l’infanzia, attuare iniziative a favore dei giovani, delle donne, dei soggetti deboli del mercato del lavoro.

Il Programma operativo regionale 2007-2013, ha messo a disposizione 659 milioni di euro per sette anni. Al 31 marzo 2013, con un livello di spesa di 389 milioni di euro, si è già superato il target fissato dal ministero dello sviluppo economico per l’ottobre 2013.

Al 31 dicembre 2012 i destinatari avviati erano 198.095 di cui circa il 54% donne.

Lo scenario futuro
Ma se da un lato si conferma l’importanza cruciale di queste risorse per le politiche della Regione per l’occupazione, la formazione, il sociale, non mancano preoccupazioni per il futuro.

“Ci sono forti ritardi a livello comunitario – ha detto l’assessore – sia per quanto riguarda la precisa individuazione del quadro finanziario che sarà alla fine messo a disposizione degli stati membri, sia per quanto riguarda l’approvazione delle norme regolamentari. A livello nazionale il confronto tra governo centrale e Regioni è avviato ma permangono tuttora una serie di incognite relative alle risorse che il governo deciderà di riservarsi per la gestione centralizzata di programmi operativi nazionali, così come sulla dotazione statale che andrà a cofinanziare i POR regionali. Si rischia così di avere parte del 2014 scoperta e non poter dare continuità alle politiche a favore del sistema produttivo e per il lavoro, proprio nel momento più difficile della crisi. Per questo stiamo facendo pressioni, sia sul governo che sulla commissione Ue, per convincerli ad anticipare le risorse o comunque a riconoscere l’ammissibilità di interventi approvati nelle more delle definizioni a livello comunitario e nazionale per poter concretamente avviare la programmazione 2014-2020”.

Nel frattempo la Regione sta lavorando per farsi trovare pronta all’appuntamento del 2014.

Dopo l’approvazione, lo scorso febbraio da parte della giunta regionale del quadro strategico regionale 2014 – 2020, sta lavorando ai programmi operativi regionali sia diel Fse che del Fesr. Il confronto con le parti sociali e le istituzioni è già cominciato e sta entrando nel vivo. Dopo l’approvazione di uno schema di programma, entro l’estate sarà avviata su ciascuno di essi, la concertazione.

[Notizia correlata]
Fondo sociale europeo, tante storie per un futuro di sviluppo

 

 

Comunicato stampa di Barbara Cremoncini, Toscana Notizie

Pubblicato il 14 giugno 2013