Il progetto della Regione Toscana per l’autonomia dei giovani
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Intolleransia, il progetto ideato da Paolo Ruffini all’interno di Filigrane, ha preso il via dal teatro Giotto di Borgo San Lorenzo.

Due ore di confronto serrato, da pari a pari, e vissute tutte d’un fiato. E’ stato questo il modo con cui Paolo Ruffini ha dialogato con i giovani intervenuti in massa a questo primo incontro. Abbiamo parlato, riso, ma soprattutto partecipato al dibattito, che ha affrontato temi seri con la leggerezza di un incontro fuori dagli schemi.

E’ stato grazie ai numerosi messaggi, scritti  dai ragazzi di tutta la Toscana sugli appositi biglietti, che Paolino ha preso spunto per la discussione coinvolgendo i partecipanti e lasciando che, dalle libere espressioni, partisse un confronto autentico.

Il tema centrale è stato quello dell’intolleranza, intesa come sentimento diffuso in una società che cerca di convivere e di integrarsi, ma con risultati spesso contrastanti.

Intolleranza, razzismo, ma non solo. Lavoro, futuro, ma anche situazioni di vita quotidiana che producono ansia e paura, sono stati gli altri argomenti affrontati. Temi che viviamo tutti i giorni – affermano i ragazzi – senza trovare nella scuola o nella famiglia, gli spazi adeguati per parlarne. Anzi, spesso capita che siano proprio questi gli ambienti che contribuiscono a produrre intoller-ansia, appunto.

Borgo San Lorenzo, un posto scelto non a caso. Il luogo dove circa un anno fa, un ragazzo molto giovane ha trovato la morte in seguito ad un litigio dovuto proprio ad un diverbio nato dall’intolleranza tra giovani e immigrati. E’ stato proprio questo il punto di partenza, dal quale Paolino ha sollecitato i ragazzi con domande su cosa produce ansia? Cosa crea problemi? Ma anche semplicemente, Come va?, domanda spesso sottovalutata ma per niente banale. Domande semplici, ma che aiutano a facilitare il confronto.

Ironia e autentico spirito labronico dissacrante, è questo il mix con il quale Intolleransia affronta le questioni, senza limitarsi tuttavia alla ricerca della risata facile, ma divenendo un contenitore per riflettere e sfogare le proprie idee, cercando di affrontare i tabù e liberarsi di quel senso di ansia e terrore che respiriamo ogni giorno.

Paolo Ruffini si è fatto carico, con grande coraggio e maturità, di far parlare cosi da poter arricchire la vita dei futuri adulti con la consapevolezza che attraverso il dialogo si possa solo migliorare.

Un applauso a lui, ma soprattutto alle future bandiere di questa volontà di cambiamento che il progetto promuove e promuoverà oggi ed in futuro.