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Siena-Milano, viaggio di sola andata per il mondo del lavoro (grazie al tirocinio)

Rocco - Tirocini

Dal tirocinio a un contratto a tempo determinato. È la storia di Rocco, beneficiario dei tirocini non curriculari, misura promossa dalla Regione Toscana nell’ambito di Giovanisì (finanziata dal POR FSE 2014/2020).

Come sei venuto a conoscenza dell’opportunità offerta da Giovanisì per quanto riguarda l’attivazione di un tirocinio non curriculare?

Finita l’università mi sono iscritto al portale AlmaLaurea, dove ho trovato un’offerta di tirocinio e mi sono candidato. L’azienda mi ha ricontatto e sono stati loro a spiegarmi delle opportunità di Giovanisì. Devo essere sincero, era la prima volta che mi affacciavo al mondo del lavoro.

Sei laureato in Scienze Bancarie e hai svolto il tirocinio all’interno di un’importante istituto di credito. Di cosa ti sei principalmente occupato durante il tirocinio e come valuti la tua esperienza?

Dati i miei studi, sono entrato a far parte del settore organizzazione, che si occupa appunto dell’organizzazione della banca. Nello specifico, sono stato inserito in un team che lavorava per implementare una direttiva europea volta a tutelare maggiormente gli investitori. Quindi, sulla base della direttiva della Banca Centrale Europea, si redigevano le norme interne alla nostra banca.

Fare un tirocinio credo sia un’opportunità importante, perché ti permette di imparare cose, conoscere persone e di prepararti al mestiere che vorrai svolgere in futuro.

In realtà non conoscevo quest’area della banca e all’inizio avevo un po’ di timore rispetto a quello che avrebbe dovuto essere il mio lavoro. Però, con il tempo, mi sono inserito bene all’interno del gruppo di lavoro, apprendendo molte nozioni importanti per la mia crescita professionale. L’esperienza, quindi, è stata sicuramente positiva e mi ha permesso di confrontarmi con una realtà lavorativa dinamica ma anche molto impegnativa. Diciamo che, grazie a questa esperienza , ho davvero scoperto che cos’è il mondo del lavoro.

Sappiamo che tra qualche giorno ti trasferirai a Milano per lavoro. Quanto ha inciso sulla tua nuova avventura professionale l’esperienza di tirocinio che hai fatto?

Ha inciso molto. Tra pochi giorni inizierò a lavorare in un’importante Società di consulenze leader nel settore che ha sede legale a Boston. Andrò praticamente a ricoprire la stessa posizione che ho ricoperto durante i sei mesi di tirocinio. Diciamo che l’esperienza del tirocinio ha rappresentato la base, il preludio, per il mio futuro professionale, ma non solo da un punto di vista di competenze, ma anche nell’approccio al lavoro. Tirando le somme, credo che il tirocinio abbia contribuito al 90% all’ottenimento della mia futura occupazione, mentre il 10% lo riservo alle mie capacità.

Che consiglio ti senti di dare ai tuoi coetanei che stanno per entrare nel mondo del lavoro e pensano di attivare un tirocinio non curriculare?

Consiglio ai ragazzi di mettersi in gioco. I primi anni dopo aver conseguito la laurea credo siano quelli più difficili ed è necessario dare il meglio di sé, ed essere disponibili a fare tante esperienze. Fare un tirocinio credo sia un’opportunità importante, perché ti permette di imparare cose, conoscere persone e di prepararti al mestiere che vorrai svolgere in futuro.

Intervista realizzata il 19 dicembre 2018

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