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Destinazione memoria

Data e ora: Pubblicato il: 31 Marzo 2026 18:08

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Il viaggio del Treno della Memoria 2026

Se comprendere è impossibileconoscere è necessario

Primo Levi

Il percorso del Treno della Memoria 2026 promosso nell’ambito di Giovanisì, è terminato, ma il viaggio vero inizia ora: nelle scuole e nelle case portando dentro la consapevolezza di chi sa che la storia non è solo passato, ma un impegno quotidiano.

Cinquecento tra studentesse e studenti delle scuole secondarie di secondo grado, provenienti da quarantasei scuole di tutte le province Toscane, insegnanti e studentesse e studenti universitari, hanno partecipato al viaggio-studio a Birkenau, Auschwitz e Cracovia.

Un percorso di conoscenza e partecipazione, pensato per offrire alle giovani generazioni un’esperienza diretta per riflettere su confini, comunità, conflitti e costruzione di pace.

“Ripercorrere in maniera simbolica il viaggio che fu quello dei deportati dalla furia nazifascista e visitare i luoghi in cui si è consumato quell’orrore che ha portato l’umanità a toccare il suo punto più basso è un’esperienza che ti segna – afferma il presidente della Regione Eugenio Giani –. Sono certo che i ragazzi che sono partiti solo pochi giorni fa con il Treno della Memoria siano tornati diversi, più consapevoli di ciò che può accadere quando si sceglie, deliberatamente, la disumanità e quanto sia necessario attraverso le nostre scelte vigilare e soprattutto agire affinché ciò non accada più. A questi ragazzi è affidato adesso il compito di essere ambasciatori di Memoria e portare ai loro compagni di scuola, alle loro famiglie e a tutta la società toscana un messaggio di pace: un compito ancor più importante in una fase storica come quella di oggi in cui c’è bisogno di ribadire il valore del rispetto dell’altro”.

Lunedì 23 marzo:

Il viaggio è iniziato con un carico di emozioni fortissime presso la stazione di Firenze Santa Maria Novella. Il treno è partito dal binario 16, una scelta carica di significato in memoria di quel tragico 1943, quando dallo stesso binario partirono migliaia di persone deportate verso i campi di sterminio. Prima della partenza, i saluti istituzionali da parte del Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, Bernard Dika Sottosegretario alla Presidenza della Regione Toscana e Coordinatore del progetto Giovanisì e Alessandra Nardini Assessora regionale con delega alla Memoria.

Durante il viaggio gli studenti e le studentesse hanno subito iniziato le attività laboratoriali “Spazio della Memoria e del Racconto”, confrontandosi con associazioni e le comunità presenti in viaggio.

Martedì 24 marzo:

L’arrivo a Oświęcim ha segnato l’inizio della fase più toccante: la visita all’ex campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau e la cerimonia commemorativa presso il Monumento Internazionale. Una tappa fondamentale nel cammino del Treno della Memoria, nel punto più buio della storia per imparare a scegliere la luce.

Martedì 25 marzo:

Gli studenti hanno visitato Auschwitz I e hanno vissuto un momento indelebile: la testimonianza diretta di Andra e Tatiana Bucci, sopravvissute all’orrore nonostante fossero state deportate ad Auschwitz a soli quattro e sei anni.

“Le sorelle Bucci sono state davvero generose, perché non si sono mai sottratte alle richieste delle studentesse e degli studenti che volevano conoscere i dettagli della loro storia ed hanno mandato loro un messaggio forte e chiaro di pace – sottolinea l’assessora all’istruzione e cultura della Memoria Alessandra Nardini – avere il privilegio di essere accompagnati in quei luoghi da chi quel dolore l’ha vissuto e in quei campi è stata deportata, come loro, ha rappresentato sicuramente un enorme valore aggiunto in questa esperienza. E le ragazze e i ragazzi lo hanno colto perché la loro partecipazione emotiva è stata intensa: sono sempre stati attenti e interessati, senza mai mostrare stanchezza, e hanno fatto tante domande, sia durante i laboratori in treno che dopo l’incontro con le Bucci, durante il quale c’erano un silenzio incredibile e tanti occhi lucidi”.

La serata si è conclusa con il concerto dell’Alexian Group.

“Sono certa che per loro sia stata un’esperienza importante – aggiunge l’assessora –, nella quale abbiamo voluto parlare di tutte le deportazioni e lo abbiamo fatto non solo grazie alle guide nei campi ma anche negli approfondimenti in treno e, non ultimo, col concerto di musica romanì – sul palco l’Alexian Group – che ha voluto simboleggiare la bellezza e la cultura che avremmo perso se il piano criminale nazista fosse arrivato a compimento, con la musica che è diventata uno strumento per far sentire la voce della resistenza di questo popolo e un inno alla pace”.

Martedì 26 marzo:

L’ultimo giorno è stato dedicato alla scoperta di Cracovia e del suo quartiere ebraico, prima di riprendere la strada verso casa. Anche durante il ritorno, il treno non è stato un semplice mezzo di trasporto, ma un laboratorio in movimento dove elaborare i temi e i pensieri raccolti nei giorni precedenti.

Le impressioni degli studenti

Quasi 20 i chilometri e oltre 27mila i passi percorsi a piedi dalle studentesse e dagli studenti del Treno della Memoria nel campo di sterminio di Birkenau e nel campo e museo di Auschwitz. Ma i numeri riescono poco a rendere l’idea di ciò che il viaggio ha lasciato nella mente e nel cuore dei giovani e delle giovani partecipanti.

“Sarò per sempre grato di essere riuscito a fare questa esperienza – spiega Matteo Sacchi, studente del liceo Copernico di Prato –. Porterò questa 
testimonianza sempre nel cuore. In me cambierà la consapevolezza con cui guarderò non solo la storia ma anche il presente e ciò che mi circonda. Come hanno detto le sorelle Bucci, non bisogna accettare l’altro ma bisogna vivere con l’altro e vedere l’altro: questo insegnamento lo terrò per sempre con me”. “È sicuramente un’esperienza che ti cambia come persona – concorda Adele Giovannoni, studentessa dell’istituto Cellini-Tornabuoni di Firenze –. Da questo viaggio ci porteremo via un modo diverso di vedere le situazioni rispetto a come le vedevamo prima. Sarà un nuovo inizio per come si vive la propria vita”. “Le emozioni sono state fortissime – racconta Marco Tavoletti, studente dell’Iti Manetti-Porciatti di Grosseto –. Vedere con i miei occhi il campo, conoscere chi ci ha vissuto sono stati un insegnamento di vita molto forte che mi porterò dietro per tutta la vita. Cambierò il mio modo di vedere le cose”. “L’obiettivo sarà parlarne con la famiglia, con i compagni, insomma cercare di divulgare sempre di più queste storie” è il proposito di Diana Petrisor, alunna dell’istituto Tullio Buzzi di Prato.

Il treno è tornato ma il viaggio non è ancora finito infatti: il progetto “Tracce di Memoria 2026”, promosso e finanziato dalla Regione con fondi europei FSE+, di cui il treno fa parte, proseguirà fino a dicembre, con momenti dedicati alla restituzione e alla diffusione nelle scuole, con l’aiuto delle studentesse e degli studenti “sentinelle di Memoria”, di quanto appreso durante il viaggio.

Rivivi il percorso del Treno della Memoria con lo speciale di Toscana Notizie.

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Area tematica: Partecipo Categoria post: memoria Tag: #europa Tag: #pace Tag: #studenti Tag: #Treno della memoria