Studio e formazione

Istruzione e formazione professionale, la giunta regionale stanzia 27 milioni in due anni

Pubblicato da giovanisi il 13 aprile 2017

Banner-Azioni-DEF2-06Priorità alla lotta all’abbandono scolastico precoce, “una lotta feroce”,  assieme ad un’alleanza strategica e duratura sempre più salda tra formazione, scuola e mondo del lavoro. E così la giunta regionale stanzia 27 milioni e 200 mila euro in due anni.  Il perché lo spiega l’assessore all’istruzione della Toscana, Cristina Grieco: “Scegliere senza passi falsi il corso di studi o di formazione giusto e soprattutto completarli con successo aiuta a trovare più in fretta lavoro e un’occupazione migliore, con riflessi sul reddito e la qualità della vita. Al contrario l’abbandono precoce può essere l’anticamera dell’esclusione sociale. Per questo al successo scolastico e formativo abbiamo dedicato un intero progetto del nuovo programma regionale di sviluppo”, ovvero l’agenda della giunta con le priorità per  il resto della legislatura.

“Dobbiamo creare ponti stabili” dice Grieco. Ma c’è anche un terzo obiettivo. “Dobbiamo migliorare l’istruzione professionale – sottolinea l’assessore -, spesso vista come scelta di ripiego ma che invece deve riconquistare attrattività e un’identita propria che dopo la ‘licealizzazione’ delle riforma Gelmini aveva un po’ smarrito”.

Le risorse stanziate nei giorni scorsi dalla giunta, 27 mlioni e 200 mila euro appunto, serviranno a finanziare corsi di formazione professionale di due o tre anni e poi quelli del quarto in modo da permettere a chi lo vorrà dal 2018  – novità dell’ultima riforma della scuola – il passaggio agli istituti professionali di Stato e dunque, dopo il diploma dei cinque anni, accedere eventualmente agli istituti tecnici superiori, che sono scuole di alta formazione dove imprese e scuole si ritrovano di nuovo fianco a fianco, andare all’università o iscriversi ad altri percorsi parauniversitari. La Regione finanzierà con questi fondi anche corsi per chi prima dei sedici anni ha mollato la scuola a cui si era iscritto dopo le medie: una seconda chance offerta a chi si è perso. Tutte le misure sono ricomprese all’interno del più vasto progetto Giovanisì della Regione.

Abbandono scolastico in calo
La Toscana, va detto, non se la passa male per quanto riguarda la dispersione scolastica. In quattro anni, dal 2011 al 2015, la percentuale di giovani tra 18 e 24 anni  con al più a licenza media e che non ha concluso un corso di formazione riconosciuto dalla Regione di durata superiore ai due anni, che non frequenta corsi scolastici o non svolge attività formative, è passato dal 18,2 al 13,4 per cento. Dunque la Toscana è già al di sotto dell’obiettivo nazionale del 16 per cento fissato insieme alla Ue ed è a metà strada rispetto all’obiettivo europeo del 10 per cento. 

Ma si può ancora far meglio. Studi dell’Irpet confermano del resto l’utilità della formazione finanziata con risorse regionali: chi li frequenta sconta minori di tempi di attesa nell’avviamento al lavoro e si contraddistingue poi per una maggiore permanenza nell’occupazione. Da qui l’impegno ad aumentare gli strumenti e i percorsi utili a non abbondare studi e formazione, da mettere a disposizione dei giovani: anche con uno dei progetti mirati del Prs, il programma regionale di sviluppo. 

Le risorse disponibili su quattro diverse azioni
La giunta nei giorni scorsi ha approvato le linee guida per la realizzazione dell’offerta regionale di istruzione e formazione professionale per l’anno scolastico 2017/18 e  quello successivo, con una programmazione tesa a facilitare la transizione verso il mondo del lavoro, a partire da un dialogo con le imprese e il territorio. Da lì si parte, con l’assegnazione successiva delle risorse a seguito di un avvisto regionale a cui potranno partecipare organismi formativi e scuole.

In particolare a disposizione ci sono 3 milioni e mezzo di euro  per azioni di sostegno e accompagnamento sulla sussidiarietà integrativa o complementare, ovvero quella realizzata dagli istituti professionali di Stato in classi autonome per la creazione di precise figure professionali.

Sei milioni saranno impiegati per i percorsi creativi triennali e ai progetti formativi biennali, con una parte importante negli uni e negli altri riservata all’alternanza scuola- lavoro. Un milione e 700 mila euro sono destinati ai corsi del quarto anno e al conseguimento del diploma professionale.

Altri sedici milioni – dieci per il prossimo anno scolastico (quello 2017-2018) e e sei per que1llo successivo – sono destinati ai percorsi per i cosiddetti drop-out, che poi sono gli studenti che nei primi due anni delle superiori si sono persi ed hanno mollato la scuola.

Secondo i dati resi pubblici dal Ministero dell”istruzione e università , l’iscrizione agli istituti professionali in tutta Italia – e la Toscana non fa eccezione – è in flessione negli ultimi anni: dal 17,6 per cento delle preferenze del 2016 al 16,5 per cento di quest’anno (era il 20,6 nel 2013). Gli iscritti annuali viaggiano, tra i 110 e i 120 mila. Il settore dei Servizi ha ottenuto il 10,5 per cento delle iscrizioni, 0,4 in meno. Un percorso di formazione professionale è stato scelto, invece, dal 3,9 per cento dei neoiscritti. In Toscana sono circa 19 mila le persone che, in base ai dati degli ultimi anni, si prevede che saranno coinvolti dagli interventi di istruzione e formazione professionale per il 2017-18.

  • Leggi qui le pagine dedicate alla formazione professionale sul sito della Regione

Anche voucher per manager e imprenditori
C’è poi il capitolo della formazione continua, anche per già lavora: “un’ altra azione importantissima –  come sottolinea l’assessore Grieco – per sostenere la qualificazione di chi lavora, di chi ha perso il lavoro e lo deve ricercare ma anche di guida un’impresa”. Già certificato ed approvato all’inizio di aprile, è stato pubblicato il già annunciato bando per voucher per manager, strumento per promuoverne la partecipazione a percorsi formativi di sensibilizzazione e informazione sulle innovazioni necessarie per competere nell’economia digitale. L’importo massimo di ciascun voucher aziendale sarà pari a 2.500 euro per ogni manager e saranno finanziate le domande, da presentarsi con scadenze trimestrali (la prima il prossimo 30 giugno), fino ad esaurimento dei 500 mila euro ad oggi a disposizione. Nel mese di maggio sarà approvato anche un ulteriore avviso di formazione continua, su Industria 4.0, rivolto in questo caso agli imprenditori.

 

Comunicato stampa di Walter Fortini, Toscana Notizie

Pubblicato il 13 aprile 2017