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Giovanisì a #Medtown con ‘Yes, We Med’, le storie dei giovani che costruiscono ponti tra le due sponde

Pubblicato da giovanisi il 5 maggio 2017

A Mediterraneo Downtown anche “Yes, We Med”, evento organizzato dal progetto Giovanisì della Regione sull’autonomia dei giovani tenuto a battesimo sei anni fa. L’evento è stato pensato come un racconto delle esperienze di giovani che si sono spostati nel Mediterraneo per cercare la propria indipendenza, per costruirsi un futuro migliore. E uno ad uno questi ragazzi e ragazze si sono presentati e hanno raccontato il loro sogno diventato realtà.

C’è la storia di Paola Caucci, che grazie al progetto europeo MOBNET (promosso da Cedit e Oxfam), ha potuto fare uno scambio di formazione imprenditoriale in Tunisia e dal 2018 aprirà la sua attività insieme a due altre ragazze italiane cresciute professionalmente con lei nell’esperienza in nordafrica. C’è la storia di Ahmed Ghamgui e Antonio Ardiccioni, due ragazzi (l’uno tunisino e l’altro italiano) che con Gloworking si propongono di mettere in connessione gli ecosistemi di start-up, aziende e ong delle due sponde, nord  e sud, del Mediterraneo.

La mobilità attraverso il Mediterraneo è anche quella dei ragazzi del programma europeo Erasmus,  al Pecci con il gruppo di Siena.  C’è Miriam, spagnola de La Mancha, la città di Don Chisciotte per intendersi, che è è stata a Siena e ci è tornata. C’è Sofian, ragazzo italiano di origine marocchina,  si è candidato per il Parlamento regionale degli studenti e c’è entrato.

E poi ci sono ragazzi dell’istituto universitario europea di Fiesole, che hanno scelto di promuovere un progetto di ‘accoglienza toscano dei richiedenti asilo. Anche loro erano al Pecci.. Attualmente l’Università ospita sei rifugiati e fornisce loro anche insegnamenti di lingua e di cultura italiana. “Ho trovato una vita migliore che mi ha aiutato a dimenticare il dolore che ho avuto prima” ha raccontato un giovane ragazzo del Mali intervenuto. Sul palco anche  le storie delle donne africane aiutate da un Fondo  specifico nella riappropriazione dei propri diritti,  primo fra tutti quello all’istruzione.

Pubblicato il 5 maggio 2017