Blog Giovanisì - Il progetto della Regione Toscana per l’autonomia dei giovani

Giovanisì+

Le attività di ‘Roadmap’, progetto sperimentale di “Giovanisì Neet”

Pubblicato da Associazione M&TE - Onlus il 11 gennaio 2016

BANNER-NEET-smallIl progetto Roadmap, presentato dall’associazione M&Te – Onlus di Sesto Fiorentino, è uno dei 17 progetti vincitori del Bando sperimentale rivolto ai NEET (acronimo di “Not in Education, Employment or Training” ovvero giovani che non sono inseriti in alcun percorso di formazione, istruzione o lavoro) finanziato dalla Regione Toscana nell’ambito del progetto Giovanisì.

Il progetto, di durata annuale e concluso alla fine di novembre 2015, ha cercato di sperimentare nel territorio corrispondente alla zona Firenze Nord-Ovest una metodologia di intercettazione e di presa in carico di giovani NEET efficace e replicabile.
Scopo principale del progetto è stato cercare di fornire ai giovani presi in carico degli strumenti utili ad uscire dall’inattività che li ha portati ad assumere la condizione di Neet.

Grazie alla fase iniziale di intercettazione, avvenuta tramite la rete di partner (in particolar modo grazie alla pieve di San Martino a Sesto Fiorentino e alla parrocchia di San Lorenzo a Campi Bisenzio) sono stati intercettati otto giovani, cinque italiani e tre stranieri, di cui sette ragazzi e una ragazza che rientravano nella fascia di età tra i 18 ed i 29 anni.

Cinque degli otto giovani sono stati poi presi in carico attraverso un percorso strutturato in due tipologie di interventi, uno rivolto alla storia di vita del giovane nel senso più ampio del termine e l’altro rivolto al percorso formativo e lavorativo del giovane.
Nella prima fase i ragazzi hanno raccontato la loro storia di vita e hanno presentato i loro sogni, desideri, delusioni e paure. Mentre nella seconda fase sono state affrontate le scelte formative e lavorative fatte fino a quel momento dai giovani, cercando di capire se erano ancora “giuste” per poi ripartire nella pianificazione del loro futuro.
Per realizzare l’intervento sono state utilizzate due figure di esperti: un operatore con competenze di counseling che si è occupato della definizione dell’obiettivo e della parte di lavoro sulla motivazione, e un operatore con competenze relative alla ricerca attiva del lavoro che ha accompagnato i giovani nella conoscenza delle opportunità presenti nel territorio.

I giovani hanno lavorato sul bilancio delle competenze, sulle cause che li hanno portati a diventare Neet e sulla motivazione, cercando di riattivare il loro percorso di vita e proprio grazie a questa tipologia di lavoro alla fine dei percorsi buona parte di loro è riuscita ad inserirsi nel mondo del lavoro o ha ricominciato a studiare.

Pubblicato il 11 gennaio 2016

Lascia un commento