Il progetto della Regione Toscana per l’autonomia dei giovani
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La parola, almeno in Italia, è sconosciuta ai più: co-working. Ma negli ambienti professionali europei, soprattutto anglosassoni, l’idea sperimentale dell’ambiente di lavoro condiviso (questo in pratica il senso della parola inglese) è ormai di uso comune. La Provincia di Lucca, tra i primi enti pubblici in Italia e anche in Europa, lancia un’iniziativa di coworking, attraverso l’emanazione di un avviso pubblico che, grazie alle risorse della Regione Toscana sulla legge n. 16 (il provvedimento regionale sulla cittadinanza di genere), mette a disposizione un plafond di 18 mila euro per finanziare tre progetti operativi di lavoro condiviso: uno per ogni macro-area del territorio provinciale: Piana di Lucca, Valle del Serchio e Versilia.
Contenuti e finalità dell’avviso sono stati illustrati nei giorni scorsi a Palazzo Ducale, nel corso di una conferenza stampa con il presidente della Provincia di Lucca Stefano Baccelli e l’assessore alle politiche sociali e alle pari opportunità Federica Maineri.  

I motivi ispiratori. La Provincia ha ideato il progetto in virtù delle recenti ricerche sociologiche che dimostrano come le donne di qualsiasi età scelgano la strada occupazionale del lavoro autonomo e imprenditoriale come una fattiva opportunità di conciliazione fra i tempi di vita e di lavoro. La difficoltà di destreggiarsi tra un mondo del lavoro così complesso e incerto e la vita privata, che spesso viene sacrificata, accomuna in particolare, oggi, le lavoratrici con professioni intellettuali: si tratta di professioniste che operando soprattutto attraverso le moderne tecnologie  hanno bisogno solo parzialmente di un luogo pubblico e formale per svolgere la propria attività. Per questo motivo frequentemente scelgono di realizzare il proprio lavoro all’interno delle mura domestiche, nel duplice intento di risparmiare sui costi fissi cercando di conciliare il lavoro coi numerosi impegni familiari. Dietro questa scelta apparentemente oculata sul piano economico spesso si nasconde una difficoltà imprenditoriale femminile di investire per sé, anziché per il soddisfacimento dei bisogni altrui. In queste situazioni accade sovente che le imprese o non decollano o si mantengono a livelli scarsamente sostenibili sul lungo termine.

Il coworking. Ecco, quindi, che per fronteggiare questi problemi che al giorno d’oggi coinvolgono anche i giovani uomini, in molte realtà si fa ricorso all’esperienza anglosassone del lavoro condiviso: professionisti che vogliono essere indipendenti, ma allo stesso tempo aspirano a sentirsi parte di una rete, necessitano di relazioni (evitando l’effetto solitudine di fronte ad un pc), e si riuniscono in un luogo comune. Per questo motivo il coworking è definito anche come una nuova modalità di utilizzo dell’ufficio che permette al professionista o al freelance di disporre di una scrivania all’interno di una sede condivisa con altri co-worker.   Il presidente Baccelli e l’assessore Maineri hanno sottolineato l’aspetto innovativo dell’avviso pubblico. “Questa iniziativa – commentano – non solo è una delle prime in Italia di questo genere promossa da un ente pubblico, ma si affianca a numerosi altri interventi e azioni di sostegno all’imprenditorialità locale che l’ente con successo porta avanti da anni attraverso il Servizio lavoro e formazione professionale. Il coworking, sulla scorta di quanto ideò un programmatore della Silicon Valley nel 2005, può rappresentare un’opportunità per quelle donne che con spirito imprenditoriale, non intendono ‘isolarsi’, si dimostrano più produttive se si relazionano con altre persone, hanno necessità di risparmiare sui costi di gestione. In base alle esperienze di altri Paesi, inoltre, il lavoro in ambienti condivisi si dimostra un’occasione propizia per la fase di start up di alcuni progetti aziendali: aiuta a limitare l’investimento iniziale e consente di iniziare l’avventura professionale programmando al meglio eventuali sviluppi futuri”.

L’avviso pubblicato in questi giorni dalla Provincia di Lucca (http://pariopportunita.provincia.lucca.it) è stato reso possibile grazie all’Accordo territoriale di Genere finanziato dalla Regione Toscana per sostenere la crescita del tessuto produttivo locale e regionale attraverso la realizzazione di progetti specifici di coworking femminili.

L’incentivo. L’aiuto economico concesso dalla Provincia sarà di 6.000 euro per ogni progetto e riguarderà le spese per arredi e attrezzature, per i contratti riguardanti gli allacciamenti e le spese delle utenze, per la locazione nelle modalità previste dal bando, nonché per le spese di costituzione dell’Ati (associazione temporanea di impresa) o della rete di impresa o della ditta dicoworking. Nell’avviso sono anche indicate sia le spese che non potranno essere coperte con il contributo provinciale, sia le modalità di erogazione dell’incentivo.

La domanda. L’avviso è disponibile sul sito delle Pari opportunità (http://pariopportunita.provincia.lucca.it) o all’Urp di Palazzo Ducale. I progetti, utilizzando il modulo scaricato dal link, dovranno essere presentati entro le ore 12 del 5 luglio all’Ufficio Protocollo della Provincia: Palazzo Ducale, Cortile Carrara, 55100 Lucca, dal lunedì al venerdì (9-13) e il martedì e il giovedì anche dalle 15 alle 16.

La graduatoria di assegnazione degli incentivi – che sarà stilata dalla commissione giudicante – sarà pubblicata sul sito della Provincia di Lucca entro il 30 luglio prossimo, mentre i beneficiari dell’incentivo saranno altresì avvertiti tramite PEC o posta raccomandata.

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