Studio e formazione

Diritto allo studio, in Toscana meno costi e più servizi. Rossi e Barni: “Garantite borse a tutti”

Pubblicato da giovanisi il 1 aprile 2016

BANNER-DIRITTO-STUDIO-2015La Toscana non conta solo buone ed apprezzate università, che sono a volte anche il motivo alla base delle scelta di alcune multinazionali di investire nella regione, università giudicate eccellenti per la ricerche, i laboratori, le aule e biblioteche. Le università toscane si fanno apprezzare nelle classifiche nazionale anche per la qualità e quantità dei servizi, ovvero sopra tutti mensa, alloggi e borse di studio. Primati che trovano conferma nel bilancio dell’Azienda regionale al diritto allo studio – DSU Toscana appena chiuso. “Risultati che sono il frutto da un lato di investimenti importanti che la Regione ha mantenuto e accresciuto negli anni e dall’altro di risparmi sui costi di gestione e funzionamento a beneficio appunto dei servizi” commentano il presidente della Toscana Enrico Rossi e la vice presidente ed assessore all’università Monica Barni.

La Toscana ogni anno assegna borse di studio a tutti coloro che ne hanno diritto, una delle tante misure per la formazione e autonomia dei giovani all’interno del più vasto progetto Giovanisì. E’ accaduto anche nel 2015 e non succede in tutte le regioni. Tra quelle che ci riescono, accanto alla Toscana, c’è l’Emilia Romagna e poi poche altre regioni più piccole e meno popolate, in tutto non più di quattro o cinque. “Questo – sottolinea Barni – è stato reso possibile anche grazie alle risorse regionali che la Tocana investe”. Le borse distribuite ogni anno oscillavano tra le 14 e le 15 mila, in soldi o servizi. Quelle di quest’anno sono state un po’ di meno, per via della riforma del governo sull’Ispe. Sette studenti su dieci che ne hanno beneficiato non sono neppure toscani ma fuori sede. Le università della regione attraggono infatti cervelli da fuori.

La Toscana è anche prima in Italia per numero di pasti erogati presso le mense dislocate nelle tre città universitarie di Firenze, Siena e Pisa: oltre 4 milioni in più di quaranta punti di ristorazione, sia nel 2014 che nel 2015, con prezzi graduati in tre fasce, in base al famoso Isee che misura reddito e patrimonio, che oscillano da 2,8 a 4 euro. Ne hanno goduto 84.700 studenti. In Lombardia si contano 2,6 milioni di pasti per 45 mila studenti erogati dal diritto alla studio, quasi la metà, in Emilia Romagna sono un milione e mezzo e nel Lazio 1,3. La fonte è il Ministero. Per chi vince una borsa di studio i pasti sono gratuiti.

Quanto ad alloggi e residenze, sono 4700 quelli messi a disposizione, il 12 per cento di quanti sono disponibili in tutta Italia. Sono cresciuti e continueranno a crescere. Dal 2002 la Regione ha investito nell’edilizia studentesca 116 milioni, ventidue solo nell’ultima legislatura dal 2010 al 2015. A Firenze è stata aperta la nuova residenza di Val di Rose. A Pisa sono state individuate nuove soluzioni e ristrutturata la mensa dei Martiri. A Siena partiranno entro il 2016 i lavori di riqualificazione della mensa Bandini. Grazie a questi numeri l’azienda di diritto allo studio toscano riesce a dare risposta, mediamente, a sei richieste su dieci, a Siena quasi otto; e se i posti non sono sufficienti, al borsista fuori sede viene garantito un contributo affitto. “Ma stiamo lavorando anche su ulteriori fronti – spiega la vice presidente Barni – Puntiamo a costruire infatti con i Comuni che ospitano le università nelle proprie città e con quelli limitrofi strumenti  capaci di calmierare gli affitti per chi non ha trovato posto nelle residenze, oppure facilitazioni nei trasporti”.

“Abbiamo già operato scelte a a favore degli studenti e per migliorare i servizi” sottolineano Rossi e Barni. “Abbiamo così nel 2016 ridotto le spese di funzionamento a 14 milioni dei 15,4 che erano nel 2015 e dei 16,4 del 2014 – spiega nel dettaglio la vice presidente – e puntato a rafforzare la spesa per i servizi e le borse: 12,6 milioni a fronte degli 11,6 del 2015 e i 10,6 del 2014″. Risorse che si sommano al fondo integrativo statale gestito dalla Regione e agli introiti della tassa per il diritto allo studio, che portano ad un investimento complessivo per il 2016 di quasi 49 milioni contro i poco meno di 42 del 2014 e i 30, addirittura, del 2010.

Negli ultimi anni l’azienda è riuscita a rendere strutturale una riduzione di spesa di oltre due milioni l’anno e grazie anche a questo, pure in futuro, le borse di studio potranno essere garantite alla totalità degli aventi diritto, come è tradizione in Toscana. “Ma abbiamo fatto anche di più – ricorda Barni -: abbiamo nel 2015 alzato il tetto di accesso a 20mila euro di Isee da 19 mila che erano ed esteso i benefici anche a parte degli studenti che dalla borsa di studio sarebbero stati esclusi per effetto della riforma che ha introdotto l’Ispe (l’indice che misura il patrimonio ndr) voluta dal Governo”. Un milione di euro in più, destinato in particolar modo agli studenti fuori sede, e un impegno che continua, nonostante i tagli finanziari di cui soffre anche la Regione.   

Nei giorni scorsi il Governo ha rivisto i limiti portandoli a 23 mila euro per l’Isee e 50 mila (da 30 mila) per l’Ispe. “Stiamo lavorando e facendo simulazioni – risponde l’assessore Barni ai giornalisti in conferenza stampa -. L’obiettivo rimane quello di concedere le borse a tutti gli aventi diritto, ma sicuramente innalzeremo i limiti anche noi”.   “La Toscana è al top – conclude – ma una riflessione sul diritto allo studio a livello nazionale andrebbe fatta”.
 

Materiali:
L’infografica con i numeri sul diritto allo studio
 

Comunicato stampa di Walter Fortini, Toscana Notizie

Pubblicato il 1 aprile 2016