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Rilanciare Prato nel segno del turismo, ecco “That’s Prato”

Pubblicato da giovanisi il 30 aprile 2015

pratoPrato non è solo distretto tessile (ed aziende cinesi). Prato si rilancia anche con il turismo. Così con il Progetto Prato della Regione, lanciato qualche anno fa per la valorizzazione del territorio e dell’economia pratese, arriva ora “That’s Prato”: 25 domeniche e sei itinerari a tema, con visite gratuite, per portare i turisti che soggiornano a Firenze (o gli stessi fiorentini) a conoscere la provincia laniera che non ti aspetti. Un’idea frutto della collaborazione con la Camera di Commercio di Prato e i Comuni del territorio.

Si parte il 3 maggio e le prime dieci tappe, fino al 4 luglio, sono già raccolte in una brochure. Successivamente sarà reso noto il programma per gli altri quindici appuntamenti.

Gli itinerari sono stati studiati per raccontare la storia e le diverse storie del territorio. Prato è un luogo ricco anche di botteghe artigiane, mercati tradizionali, produzioni e golosità agroalimentari. Così in ogni itinerario saranno inserite tappe golose e dedicate allo shopping, per far conoscere le tante facce del territorio. Si parte da Firenze e si torna a Firenze, ogni volta. Si viaggia in pullman con accompagnatore. L’appuntamento è alle 9 alla Stazione Santa Maria Novella, dove si farà ritorno la sera alle 19. Il 3 maggio il bus si fermerà anche a Prato, nel piazzale Falcone e Borsellino di fronte al tribunale.

La visite, organizzate dall’associazione FareArte, saranno in italiano e inglese. E’ obbligatoria la prenotazione, che può essere effettuata scrivendo a thatsprato@po.camcom.it oppure telefonando al 328.0021009. Il pranzo è libero, ma per chi fosse interessato saranno indicati bar e ristoranti in convenzione.

I primi dieci appuntamenti
Il 3 maggio 2015 (e il 7 giugno) l’appuntamento è con “L’arte a tavola nel Rinascimento”: il cibo e la pittura, un binomio di grande attualità, visto anche l’Expo. La prima tappa è la villa medicea Ambra di Poggio a Caiano, quella di Lorenzo il Magnifico, lo scorso anno divenuta patrimonio Unesco e che conserva cucine molto speciali. Al pomeriggio si visita il Duomo di Prato e si potranno ammirare i dipinti di Filippo Lippi.

Il 10 maggio (e 14 giugno) tocca all’arte contemporanea e l’archeologia industriale. A Prato le fabbriche sono monumenti non solo del lavoro, ma anche di cultura: si visita a Poggio a Caiano il Museo Soffici, tra gli artisti italiani moderni più influenti, quindi il Museo del Tessuto a Prato ospitato nell’ex fabbrica Campolm, la fabbrica Forti che è uno dei pochi esempi di città fabbrica in Italia che ha ospitato fino a 3 mila persone e poi il lanificio Peyron in val di Bisenzio, dove si intrecciavano tappeti che hanno raggiunto anche il Metropolitan di New York.

Il 17 maggio (e 21 giugno) il tema è “Quando c’erano gli Etruschi”: partendo dal centro di Prato, la gita si allungherà verso le tombe etrusche di Comeana e poi Artimino nel comune di Carmnignano, che è anche un borgo medievale. Sarà visitato il Museo Archeologico e la la bellissima villa medicea, costruita cento anni dopo quella di Poggio a a Caiano. Prima di rientrare a Firenze la sosta d’obbligo sarà a Carmignano per ammirare la “Visitazione” manierista del Pontormo. Carmignano è anche la patria di vino più famoso di Prato e conosciuto anche nel mondo: una tra le più antiche ‘doc’ d’Europa grazie ad un bando mediceo del 1716.

Il 24 maggio (e 5 luglio) la gita diventa “Il viaggio dei pellegrini”: partendo dal Monastero di San Niccolò a Prato, dove venivano educate le signore dell’alta nobiltà fiorentina, imponente e ricco di storia ma anche luogo particolare di devozione, la visita coinvolgerà l’Oratorio dei Bardi a Vernio, dove è nato il melodramma (l’opera intesa in senso moderno) passando per la Badia di San Salvatore a Vaiano, recentemente riaperta al pubblico con una nuova esposizione che racconta la storia del luogo che affonda la sua storia nell’alto Medioevo.

Il 31 maggio (e 28 giugno) saranno infine protagoniste ville e castelli. Prato ha ospitato famiglie facoltose e molti nomi illustri dal Rinascimento in poi. Il suo più facoltoso abitante è stato sicuramente Federico II di Svevia, che in città ha costruito il Castello dell’Imperatore. La visita partirà da lì per proseguire a Montemurlo alla Rocca e alla tenuta del Marchese Pancrazi, che a Bagnolo produce un vino conosciuto in tutto il mondo.

Per saperne di più:
Consulta il sito www.thatsprato.com

Comunicato stampa di Walter Fortini, Toscana Notizie

Pubblicato il 30 aprile 2015