Studio e formazione

Mugello: la visita di Bobbio nel Polo Tecnico Professionale agri-businnes

Pubblicato da giovanisi il 18 marzo 2015

 Accordo Pac, ora agricoltori toscani più uguali agli altriDue istituti scolastici superiori (il “Giotto Ulivi” e il “Chino Chini”), due agenzie formative (“Toscana Formazione” e “Proforma”), due aziende (un resort di lusso – “Villa Campestri” – realizzato in una splendida villa rinascimentale e una cooperativa agricola – “Emilio Sereni” – che alleva mucche, frisone e bruna alpina, secondo i canoni del biologico): insieme a un soggetto istituzionale (l’Unione dei Comuni del Mugello) sono i partner dell’unico Polo Tecnico Professionale presente in Mugello.

Ed è qui, nella sede dell’Istituto Superiore “Giotto Ulivi” di Borgo San Lorenzo, scuola capofila nell’operazione, che Emmanuele Bobbio, assessore regionale a Istruzione e Formazione, ieri mattina ha fatto tappa nel suo tour fra queste nuove realtà: una formula organizzativa che unisce in rete scuole e imprese con l’ambizione, in stile nordeuropeo, di innovare l’offerta formativa tecnico-professionale favorendo sinergie sempre più strette fra istruzione, formazione e lavoro.

Fra le diverse “filiere” in cui possono operare i Poli, quello mugellano (“Agribusinnes Mugello”) ha scelto il settore dell’agricoltura. E’ uno dei 25 costituiti, su iniziativa della Regione, in Toscana. “Ogni anno – sottolinea Bobbio – nella nostra regione 17 studenti su 100 abbandonano la scuola senza aver raggiunto un titolo di studio: un dato, di evidente gravità, poco inferiore a quello medio italiano ma comunque ben distante dell’obiettivo europeo (fissato, per il 2020, al 10%, ndr). In cifra assoluta sono 6.000 fra ragazze e ragazzi che ogni anno spariscono dalla cartina delle nostre scuole. Una sconfitta per tutta la comunità”.

La maggior parte degli abbandoni avviene negli istituti tecnici e, soprattutto, nei professionali: proprio per ricostruire il rapporto scuola/territorio e per tornare a far dialogare aule scolastiche e laboratori produttivi la RegioneToscana ha scelto il modello dei PTP. Il bando, aperto la scorsa estate, si è chiuso con la creazione di 25 “poli” sull’intero territorio, distribuiti in 5 diversi ambiti formativi (meccanica, nautica, sistema moda, agribusinnes, turismo e beni culturali) e a cui partecipano più di 100 scuole e oltre 200 imprese. “Uno spazio comune – commenta Bobbio – che scuole e imprese dei singoli territori condividono e che possono riempire di opportunità, uno snodo essenziale per cambiare la faccia all’intero sistema di istruzione e formazione cambiando la vita a migliaia di giovani e aiutando lo stesso sistema produttivo a vincere sfide sempre nuove”.

Comunicato stampa di Mauro Banchini, Toscana Notizie

Pubblicato il 18 marzo 2015