Studio e formazione

Scuola/lavoro: negli ITS in arrivo pagelle e premi. Un “bersaglio” made in Tuscany

Pubblicato da giovanisi il 25 settembre 2014

Parlerà toscano la rivoluzione che sta per caratterizzare gli ITS (Istituti Tecnici Superiori), le super scuole di tecnologia post diploma, alternative alle Università, istituite nel 2008): a partire dall’anno prossimo tutti gli ITS in Italia (74 Fondazioni, oltre 230 corsi a fine 2013 per quasi 5 mila studenti. Numeri ancora piccoli ma comunque in crescita) saranno monitorati e una parte delle risorse pubbliche destinate al loro finanziamento (il 10%) sarà ripartita su base premiale: una novità, per certi aspetti rivoluzionaria, nel mondo della scuola italiana. E tutto avverrà attraverso un meccanismo di valutazione (il “bersaglio”) che riprende quello già in atto da tempo nella sanità toscana per le Aziende Sanitarie.

Emmanuele Bobbio – assessore toscano a scuola e formazione nonché coordinatore della Commissione che in Conferenza Stato/Regioni si occupa di istruzione, lavoro, ricerca e innovazione – ha illustrato nei giorni scorsi – in un convegno che si è svolto al Ministero Istruzione, Università e Ricerca su iniziativa del sottosegretario Gabriele Toccafondi – lo specifico e innovativo accordo raggiunto nella “Stato/Regioni”.

Nella stessa occasione – con uno specifico intervento di Giovanni Biondi, presidente di Indire, l’agenzia nazionale che ha lavorato al sistema di valutazione per gli ITS -, è stato illustrato il sistema di monitoraggio mutuato proprio dalla esperienza toscana per valutare le performance della sanità. “Inutile nascondere soddisfazione e orgoglio – sottolinea Bobbio – per un risultato raggiunto dopo un lungo confronto a livello nazionale fra regioni e ministeri. La novità assoluta è che per la prima volta, nell’istruzione, i fondi vengono erogati su base premiale utilizzando i risultati di una valutazione esaustiva, articolata e oggettiva”.

Se per l’anno appena iniziato i fondi agli ITS saranno infatti distribuiti secondo una logica ancora tradizionale, dal 2015 la distribuzione avverrà, per ciascuna regione, per un 20% in relazione alla popolazione giovanile residente, per il 70% sulla base del numero degli studenti ammessi all’esame e per il restante 10% in base ai risultati ottenuti. Ciascun ITS sarà pertanto “misurato” con un sistema di “indicatori” cui corrisponde un “valore di soglia” e il tutto sarà rappresentato da colori: il rosso corrisponderà a un valore basso (minore di 40) ovviamente negativo, il giallo a un valore medio (fra i 40 e i 60) per una situazione di criticità che necessita di supporto; il verde (maggiore di 60) identificherà una situazione positiva. E per gli ITS che avranno raggiunto quota 70 sarà prevista una premialità: riceveranno più risorse.

Cinque gli indicatori per questo tipo di pagelle: la “attrattività” (ad esempio il rapporto fra numero di richieste di iscrizione e numero di allievi iscritti), la “occupabilità” (il tasso di occupazione a 6 e a 12 mesi dal conseguimento del titolo), la “permanenza in impresa” (il numero delle ore formative sviluppati in contesti di impresa), la “partecipazione attiva” (il rapporto fra ore di docenza totali e ore di docenza nelle imprese), le “reti interregionali” (sempre in rapporto alla formazione).

“Proporrò in sede nazionale – prosegue Bobbio – di estendere questo tipo di approccio anche ai Poli Tecnico Professionali, che le linee guida per la buona scuola proposte dal governo Renzi individuano come lo strumento principe per attuare il raccordo fra mondo della scuola e mondo del lavoro. Ciò per favorire azioni di orientamento, didattica innovativa e alternanza scuola/lavoro anche tramite l’applicazione della nuova disciplina sull’apprendistato e l’introduzione del modello duale”.

Tre gli ITS oggi costituiti in Toscana: a Siena nell’ambito della efficienza energetica, a Scandicci per il sistema moda, a Livorno per il sistema della meccanica. 4 i corsi con una ottantina di iscritti (Vai alla pagina dedicata). In ambito nazionale quasi il 65% dei diplomati ai primi corsi biennali in questo nuovo tipo di canale formativo, dove circa il 40% dei docenti proviene dal mondo del lavoro, ha già una occupazione con contratto.

Prossimamente (il bando è aperto proprio in questi giorni) saranno costituiti altri 4 ITS toscani: nell’agribusinnes e nel turismo/beni culturali, nella nautica e nelle bioscienze.

Su proposta dell’assessore Bobbio la Regione Toscana ha recentemente approvato la riforma della formazione (“valutazione, trasparenza e premialità ne saranno elementi fondanti”) oggi all’esame del Consiglio regionale. “Le politiche pubbliche – conclude Bobbio prendendo spunto dell’accordo Stato/Regioni – vanno monitorate affinché possa esserci un miglioramento continuo e, quanto alla trasparenza, i cittadini devono avere il diritto di sapere come i loro denari vengono spesi anche per poter esercitare il loro diritto di scelta. Sono, questi, i principi che da tempo ispirano l’azione riformatrice della Toscana e siamo adesso molto soddisfatti nel vederli riconosciuti sullo scenario nazionale e dalle altre Regioni”.

 Comunicato stampa di Mauro Banchini, Toscana Notizie

Pubblicato il 25 settembre 2014
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