Tirocini

Tirocini curriculari retribuiti: avviso in uscita entro l’anno

Pubblicato da giovanisi il 11 dicembre 2013

La Giunta Regionale lo scorso 9 dicembre 2013 ha approvato con propria Delibera un accordo di collaborazione con tutte le Università e le Scuole di Alta Formazione Universitaria toscane per la sperimentazione dei Tirocini curriculari retribuiti.

A chi sono rivolti
I tirocini curriculari sono rivolti agli studenti durante il loro percorso universitario sia di laurea triennale, di laurea magistrale o di laurea a ciclo unico, sia durante il 3° ciclo di formazione universitaria (dottorati di ricerca).
Per poter accedere al finanziamento regionale i tirocini devono valere almeno 12 CFU, ovvero prevedere un impegno di almeno 300 ore.  I tirocinanti potranno svolgere i tirocini durante l’ultimo anno della laurea triennale, durante il primo o il secondo anno della laurea magistrale, oppure durante gli ultimi tre anni delle lauree a ciclo unico e durante il terzo ciclo di formazione universitaria.
I tirocinanti dovranno avere un’ età compresa tra i 18 e i 32 anniper i soggetti disabili non è invece prevista alcuna limitazione di età.

Chi non può accedere
Per beneficiare del contributo il tirocinante non deve beneficiare di una borsa di studio o di altra forma di sostegno finalizzata al terzo ciclo di formazione universitaria (dottorati di ricerca) non deve avere in corso o aver avuto un rapporto di lavoro con il soggetto ospitante, né aver già svolto un tirocinio presso lo stesso soggetto ospitante, né può avere rapporti di parentela o affinità fino al terzo grado con persone facenti parte dell’organo di governo del soggetto ospitante.

Risorse disponibili
L’accordo – che sarà firmato entro l’anno – con le ulteriori disposizioni previste dalla delibera di Giunta servirà a dare il via al finanziamento dei tirocini curriculari con le caratteristiche indicate in questa pagina. E’ previsto un finanziamento complessivo di 3 milioni e 650 mila euro per l’anno accademico 2013-14.

Retribuzione
Il soggetto ospitante (ente o azienda, pubblico o privato) che attiverà un tirocinio dovrà corrispondere al giovane almeno 500 euro mensili lordi (per tutta la durata del tirocinio), 300 dei quali saranno rimborsati dalla Regione Toscana, mentre i restanti resteranno a suo carico; per i soggetti disabili (di cui alla L. 68/99) il contributo regionale sarà pari a 500 euro.
La retribuzione del tirocinante non sarà obbligatoria, ma rimane a discrezione del soggetto ospitante.

Il soggetto che attua l’intervento
Per l’attuazione di questo intervento la Giunta Regionale ha demandato l’Azienda regionale per il Diritto allo Studio Universitario (DSU), che dovrà gestire la misura in stretto raccordo con le Università e le Scuole di Alta Formazione Universitaria promotrici dei tirocini curriculari.

Quando uscirà il bando
Entro l’anno l’Azienda DSU adotterà un bando rivolto ad enti ed imprese pubblici e privati; sarà un bando ‘a sportello’, ovvero un bando sul quale sarà possibile presentare domanda di contributo in qualsiasi momento, sino ad esaurimento delle risorse o sino alla sua scadenza al termine dell’anno accademico 2013/14.

Due diverse linee
Il bando prevederà la presenza di due diverse linee: una per i tirocini nelle professioni sanitarie, cui è riservata una quota di fondi, ed una per i tirocini nei restanti ambiti.

Azione inserita in Giovanisì
I tirocini curruculari retribuiti sono una delle azioni che attuano quanto previsto dal Progetto Giovanisì, su cui la Regione Toscana continua ad investire molto. Con i fondi previsti per l’anno accademico 2013-2014  si prevede di riuscire a finanziare tutti i tirocini curriculari che rispondano ai requisiti richiesti, sia all’interno dei corsi di laurea in ambito sanitario che in tutti gli altri corsi di laurea.

La previsione di un rimborso spese a vantaggio dei tirocinanti, oltre a dare un riconoscimento all’attività svolta dagli studenti in questo momento di formazione “on the job” è un modo per dare valore a questi percorsi di “alternanza università-lavoro” e responsabilizzare maggiormente i soggetti ospitanti, le università e gli stessi studenti affinché si realizzino esperienze che siano davvero significative per la formazione e per il successivo inserimento nel mondo del lavoro.

 

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Pubblicato il 11 dicembre 2013