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Istituti Tecnici Superiori, a Firenze il punto sulle “scuole” che insegnano il lavoro

Pubblicato da giovanisi il 9 dicembre 2013

In tutta Italia sono 62 (la percentuale più alta in Emilia, Lazio e Lombardia ciascuna con 7 Istituti a testa; quella più bassa in Umbria, Sardegna e Molise con appena 1 Istituto a testa. 3 gli Istituti attivi in Toscana) con 139 corsi attivati: sono nati – stabilizzati a partire da quest’anno – per formare tecnici superiori in aree strategiche per lo sviluppo economico e la competitività del nostro Paese (mobilità sostenibile, nuove tecnologie per la vita, nuove tecnologie per il made in Italy, tecnologie innovative per attività culturali e turismo, tecnologie della informazione e comunicazione).

E sono la tipologia di istruzione che vanta, sul totale dei quasi 3mila studenti ammessi, un numero di abbandoni davvero esiguo (appena il 9,4%). Stiamo parlando degli ITS (Istituti Tecnici Superiori) che oggi, a Firenze, sono stati oggetto di un convegno nel quale sono stati presentati il rapporto nazionale a cura di Indire e il sistema di valutazione realizzato dalla IX Commissione della conferenza delle Regioni in collaborazione con il Miur e l’Indire.

“Lo schema di valutazione – sottolinea Stella Targetti – definisce indicatori e descrittori di realizzazione e di risultato in base alle quali le Fondazioni saranno giudicate per il mantenimento dell’autorizzazione al riconoscimento del titolo e di accesso del finanziamento al Fondo”.

Gli Its sono istituti di eccellenza ad alta specializzazione tecnologica che si qualificano per uno stretto raccordo con il sistema produttivo: permettono di acquisire un diploma tecnico superiore in 17 ambiti (dal sistema moda all’agroalimentare, dalla conservazione di edifici culturali all’approvvigionamento energetico, dai mezzi di trasporto agli apparecchi biomedicali). La gestione, un misto di pubblico e privato, è affidata, appunto, a “Fondazioni di partecipazione” con la sinergia fra istituti di istruzione secondaria, enti locali, strutture formative, imprese produttive, dipartimenti universitari.

Al convegno fiorentino è stata presentata la banca dati degli ITS: delle 62 Fondazioni presenti in tutta Italia (una per Istituto) fanno parte un totale di 184 Istituti secondari, 332 imprese e associazioni di imprese, 88 fra Università e Centri di ricerca, 152 strutture accreditate di alta formazione. Coinvolti, in totale, circa 3 mila docenti, il 38% dei quali proviene dalle imprese il 34% da scuole e università, il restante da agenzie e centri di ricerca.

L’area che risulta maggiormente attrattiva per gli studenti è quella della mobilità sostenibile (con una media di 92,5 domande a corso) mentre l’efficienza energetica è quella con il valore medio più basso (39,6%). La percentuale più elevata dei frequentanti, pari al 44,5%, appartiene alla fascia di età fra i 20 e i 24 anni.

“Un’offerta formativa di nicchia – ha detto Stella Targetti – che deve dare la garanzia di un più facile inserimento nel mondo del lavoro ai giovani e una risposta concreta alle esigenze delle imprese: in questo senso gli ITS devono essere istituti di eccellenza. Di qui l’importanza di verificarne efficienza ed efficacia per coglierne fin dall’inizio le potenziali criticità ed il potenziale sviluppo proprio in quanto sistema formativo di eccellenza”.

 

Comunicato stampa di Mauro Banchini, Toscana Notizie

Pubblicato il 9 dicembre 2013