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Casa, Allocca: “Tutti gli indicatori sono negativi, coesione sociale a rischio”

Pubblicato da giovanisi il 18 giugno 2013

Calano i prezzi delle case in Toscana (così come nel resto del paese) ma anche il numero di coloro che possono accendere un mutuo. Aumentano invece le spese per il mantenimento delle abitazioni e soprattutto gli sfratti, per l’impossibilità delle famiglie di pagare l’affitto. Il progressivo e drastico disimpegno dello Stato, sia per l’edilizia residenziale pubblica (insufficiente a rispondere alla domanda) che per il sostegno agli affitti, completano un quadro abbastanza complicato, così come raffigurato dal II Rapporto sulla condizione abitativa. Il volume, realizzato dalla Regione attraverso l’Osservatorio Sociale Regionale e curato da Andrea Valzania e Andrea Francalanci, è stato presentato oggi a Palazzo Strozzi Sacrati. É intervenuto l’assessore al welfare e alle politiche per la casa Salvatore Allocca.

“Il disagio maggiore – spiega l’assessore – è per le fasce deboli, per chi paga un affitto a prezzi di mercato. Quando una famiglia vede ogni mese erodere il 40% del proprio reddito per il mantenimento della casa, significa che il sistema non funziona. Il quadro negativo delineato dal II Rapporto sulla casa è l’effetto di tante cause tra loro strettamente collegate. Rimedi? Ci vogliono nuovi strumenti. Per il sostegno al reddito stiamo già provvedendo in qualche modo (vedi sotto, ndr) ma lo strumento da sviluppare sono le agenzie della casa. Abbiamo studiato alcune realtà già attive ed il preliminare di legge sarà presentato in giunta in tempi relativamente brevi. Le Agenzie possono giocare un ruolo fondamentale, di calmierante del mercato privato delle locazioni, a vantaggio di inquilini e proprietari. Però – conclude Allocca -deve ripartire al più presto una politica nazionale su questo tema base. La coesione del sistema sociale è sul punto di cedere”.

Alla luce di una situazione davvero complicata, caratterizzata da un progressivo disimpegno statale che non lascia spiragli confortanti per l’immediato, la Regione ha dovuto aumentare il proprio impegno attraverso alcuni provvedimenti.

Il primo è servito per compensare l’azzeramento del ‘Fondo sociale per l’affitto’, avvenuto quest’anno da parte dello Stato dopo la riduzione drastica effettuata tra 2011 e 2012. Nel 2008 la Toscana percepiva oltre 12 milioni di euro, scesi a 10,5 nel 2010, quindi a quasi 9 nel 2011 ed infine a 628 mila l’anno passato. Tra il 2010 e il 2013 la Regione ha cercato di compensare la graduale riduzione aumentando il proprio cofinanziamento: dai 6,5 milioni del 2010 si è passati ai 14 del 2012 e ai 13 milioni dell’anno in corso. Le risorse dei Comuni (circa 8 milioni) sono rimaste pressochè invariate. La continua riduzione delle risorse si è accompagnata a quella di copertura della domanda, che in pochi anni si è quasi dimezzata: dal 41,2% nel 2009 si è scesi al 22,4% nel 2012.

Il secondo ha permesso a tanti giovani di lasciare la propria famiglia e trovare una sistemazione autonoma nell’ambito del progetto regionale ‘Giovanisì’. Finora con i primi due bandi, 2012 e I 2013 (la II finestra del secondo è scaduta pochi giorni fa), sono stati concessi 2.106 contributi (su un totale di 2.532 domande presentate). La Regione per questa misura ha stanziato 45 milioni di euro per il triennio 2011-2013.

La Regione, a fine 2011, ha quindi deciso di costituire un fondo a sostegno degli inquilini morosi ‘incolpevoli’ ovvero di quelle famiglie toscane in difficoltà per il pagamento dell’affitto per vari motivi: perdita del lavoro, messa in mobilità o in cassa integrazione, chiusura dell’attività, malattia grave, infortunio o decesso di un familiare. I primi 4 milioni di euro sono stati stanziati nel 2012, somma che ha permesso di aiutare 462 famiglie in situazione di temporanea difficoltà. Per il 2013 sono stati messi a disposizione altri 4 milioni di euro.

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Comunicato stampa di Federico Taverniti, Toscana Notizie

Pubblicato il 18 giugno 2013