Lavoro

Microcredito contro le povertà: 5 milioni dalla Regione a chi vuole ripartire

Pubblicato da giovanisi il 17 maggio 2013

Cinque milioni dalla Regione Toscana per sostenere iniziative di microcredito a favore di persone in situazioni di particolare difficoltà o fragilità socio-economica. La spesa, autorizzata lo scorso dicembre con la legge finanziaria regionale 2013, adesso può concretizzarsi per la tenuta sociale e la giustizia in una regione costretta a fare i conti anche con povertà e disagio.

Questa mattina è stato infatti firmato un protocollo d’intesa fra Regione Toscana e quattro soggetti toscani del terzo settore (Anpas, Arci, Caritas, Misericordie) in base al quale potranno concretamente partire “iniziative di lotta alla povertà e di sostegno all’inclusione sociale”.

Il protocollo, che ha durata quadriennale e che è aperto all’adesione di ulteriori enti o soggetti rappresentativi del terzo settore, riguarda le modalità per erogare al meglio le risorse disponibili e si sofferma anche sulle attività di formazione per gli operatori che in appositi “centri di ascolto” riceveranno le persone in difficoltà accompagnandole, anche con azioni di tutoraggio, nel percorso finalizzato a ottenere le risorse del microcredito.

DUE FASI – Due le fasi del progetto condiviso fra la Regione e i quattro soggetti: in primo luogo si disciplina il rapporto fra la prima e i secondi (questi dovranno presentare specifici progetti di “inclusione sociale” per ricevere soldi che poi saranno distribuiti fra le persone in difficoltà); in parallelo si definisce il rapporto fra i soggetti del privato sociale e le singole persone beneficiarie del sostegno finanziario.

FINO a 150 MILA EURO – In pratica, sulla base della disponibilità finanziaria accertata (i 5 milioni di euro in questo primo anno), la Regione concederà finanziamenti (fino a un importo massimo di 150 mila euro per ogni finanziamento) in base a un bando pubblico e ad apposite convenzioni. Ciascuno dei 4 soggetti del privato sociale non potrà presentare, complessivamente, più di due progetti per un determinato territorio (il riferimento è a un ambito territoriale non inferiore a 100 mila abitanti o, comunque, corrispondente a una zona socio-sanitaria). Fra Caritas, Misericordia, Arci e Anpas potranno esserci, sul territorio, specifiche forme di collaborazione.

FINO a 3 MILA EURO – In base ai progetti presentati in ciascuna area saranno poi le singole persone in difficoltà a richiedere il beneficio il cui importo massimo, per ciascuna persona, sarà pari a 3 mila euro: soldi assegnati in base a singoli “progetti personalizzati” e soldi che, in base alle regole ordinarie del microcredito, dovranno essere poi restituiti entro un massimo di 36 mesi secondo specifiche modalità previste dal progetto di inclusione sociale.

I REQUISITI – L’iniziativa si rivolge a persone che si trovino in “specifiche condizioni di difficoltà personale o familiare e in una situazione economica, temporanea e contingente, che non consente loro di sostenere spese necessarie per motivi di salute o connesse alla situazione familiare, alloggiativa, scolastica, formativa e lavorativa”.

Chi chiede il beneficio deve avere la cittadinanza in un Paese UE oppure, in mancanza, possedere la carta di soggiorno o un regolare permesso di soggiorno; la residenza anagrafica deve risultare in un Comune toscano, l’età deve superare i 18 anni, non possono esserci condanne definitive di un certo tipo (associazione di tipo mafioso, riciclaggio, impiego di denaro e beni di provenienza illecita), il valore ISEE non può superare i 15 mila euro.

CENTRI DI ASCOLTO – A valutare le condizioni dei destinatari del progetto di microcredito pensano appositi “centri di ascolto” (presidi territoriali dei quattro soggetti del terzo settore) che operano in stretto coordinamento con i professionisti dei servizi sociali sul territorio. A tali “centri”, dopo l’erogazione del sostegno finanziario, spettano anche le azioni di tutoraggio. Nei “centri” si svolgeranno anche attività educative in favore di “un uso consapevole del denaro”.

RESTITUZIONE O LAVORI UTILI – In alternativa alla restituzione rateale, il progetto di inclusione sociale destinato a ciascuna persona in difficoltà potrà prevedere lo svolgimento, da parte del beneficiario, di attività socialmente utili. Ogni anno i soggetti dei terzo settore dovranno rendicontare, alla Regione, l’impiego delle somme percepite.

SUBITO CANTIERABILE – A monte del protocollo sottoscritto questa mattina, la Regione ha già approvato tutti gli atti burocratici di sua competenza per cui l’operazione è immediatamente cantierabile: Anpas, Arci, Caritas, Misericordie sono abilitate a presentare e gestire i progetti facendo dunque partire, in concreto, le azioni in base alle quali le persone in difficoltà potranno ottenere fino a 3 mila euro in prestito.

Vai alle pagine del sito Lotta alla Povertà
Per ulteriori informazioni: lottapoverta@regione.toscana.it

 

 

Comunicato stampa di Mauro Banchini, Toscana Notizie

Pubblicato il 17 maggio 2013