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Ricerca e sviluppo industriale, bando sui cluster tecnologici: 6 cluster su 8 parlano toscano

Pubblicato da giovanisi il 14 dicembre 2012

Si chiamano cluster e sono aggregazioni nazionali fra imprese, università, enti di ricerca, distretti tecnologici finalizzate a sviluppare la ricerca in aree tecnologiche ben precise: chimica verde, scienze della vita, smart communities, mobilità terrestre e marina, agrifood, aerospazio, energia, fabbrica intelligente, tecnologie per ambienti di vita.

Lo scorso 28 settembre scadeva un bando del Miur (Ministero Istruzione, Università, Ricerca) con l’obiettivo di finanziare pochi grandi cluster nazionali e il sistema di ricerca toscana ha fatto, decisamente, “bingo”: sui 8 cluster aggiudicati (per il momento il nono, il cluster sull’energia, non è ancora partito) ben 6 parlano toscano. Sono, cioè, originati anche da soggetti (Università, centri di ricerca, distretti tecnologici, aziende produttive) che hanno sede in Toscana.

Soddisfazione è stata espressa da Stella Targetti, vicepresidente di Regione Toscana con delega proprio alla ricerca. “Come Toscana – afferma – non ci tiriamo indietro davanti alle sfide del futuro e la nostra regione, con i suoi centri di ricerca ma anche con le sue aziende d’eccellenza, ha risposto alla chiamata sui cluster nazionali con un dinamismo che comincia a dare buoni frutti: in 6 degli 8 cluster vincenti c’è un pezzo di Toscana”.

Le risorse complessive disponibili nel bando Miur ammontano a 368 milioni di euro (di cui 305 in forma di credito agevolato e 63 come contributi alla spesa) più altri 40 milioni (ma questi ultimi destinati solo ad alcune regioni del Sud). I singoli progetti dovranno avere una durata massima di 36 mesi e le spese ammissibili sono quelle per il personale impegnato nella ricerca, per strumenti e attrezzature, per consulenze, per attività di formazione. I soggetti ammessi al bando sui cluster tecnologici nazionali sono università, enti di ricerca, imprese. Ogni cluster, cioè ogni raggruppamento di ricerca, ha presentato un piano di sviluppo strategico e 4 progetti di ricerca industriale: ciascuno di questi progetti, fino a un massimo di 8 per cluster, ha un costo fra i 10 e i 12 milioni di euro.

Qualche esempio di buona ricerca made in Tuscany – Nelle scienze della vita (uno fra gli ambiti previsti dal bando ministeriale) il vincitore del cluster è denominato “Alisei” (Advanced Life Sciences in Italy): qui la Toscana è rappresentata dal Distretto Tecnologico Regionale Scienze della Vita e i progetti approvati dal ministero riguardano tecnologie per aumentare sicurezza ed efficacia di farmaci e vaccini; identificazione, validazione e sviluppo commerciale di nuovi biomarcatori diagnostici per malattie complesse; kit diagnostici per la salute in ambito oncologico, neurologico, infettivologo e nelle malattie legate alla povertà; creazione di una infrastruttura multiregionale per la rigenerazione di organi e tessuti.

Nell’ambito che riguarda sistemi per la mobilità di superficie terreste e marina, il cluster vincitore (“Trasporti Italia 2020″) vede una forte presenza toscana con il Distretto Regionale per le tecnologie ferroviarie. Il progetto si articola in tre settori: infrastrutture ferroviarie (binari e linee aeree), veicoli (progettazioni ecosostenibili dei veicoli ferroviari), sistema (fra cui la presenza, a bordo veicolo o nella infastruttura, di dispositivi per poter recuperare il massimo di energia altrimenti dissipata nelle fasi di frenatura).

Per le “smart communities” (le città diffuse, le comunità “intelligenti” dal punto di vista della mobilità, della sicurezza, dell’educazione, del risparmio energetico o ambientale) ad essersi assicurato il cluster è il raggruppamento Cnt (“Tecnologie per Smart Communities”) con il Distretto regionale delle tecnologie dei beni culturali e della città sostenibile. Il progetto riguarda i nuovi strumenti di gestione delle attività economiche legate al turismo: come migliorare la fruizione, nelle città, dei beni culturali, come sfruttare le nuove tecnologie per creare musei diffusi e servizi qualificati al visitatore. Firenze, Roma e Venezia saranno le tre città in cui sperimentare le novità legate alla ricerca, compresa la formazione di nuove figure professionali: ad esempio, professionisti dell’audiovisivo per realizzare percorsi virtuali dentro le opere d’arte.

Nel cluster “Agrifood” si è affermato un gruppo di ricerca interuniversitario toscano che si appresta a studiare qualità e sicurezza nei prodotti agro-alimentari della regione. L’obiettivo, che può essere perseguito solo con l’impiego di tecnologie integrate ed avanzate, riguarda la certificazione della qualità e sicurezza dei prodotti, la loro tracciabilità, la capacità in alcuni alimenti di prevenire malattie, le modifiche che i cibi subiscono durante le fasi di preparazione e di cottura.

Infine il cluster “Tav – Tecnologie per gli ambienti di vita”, finalizzato allo sviluppo di sistemi domotici e robotici a favore di anziani e altre categorie di cittadini fragili. In pratica l’azione del cluster dovrà mirare, come ha stabilito il decreto del Miur del 30 maggio 2012, “allo sviluppo di conoscenze, soluzioni tecnologiche, impianti, costruzioni e prodotti altamente innovativi che, secondo uno schema di Ambient Intelligence ed “Ambient Assisted Living”, permettano di ridisegnare l’ambiente di vita domestico in modo da garantire l’inclusione, la sicurezza, l’ecosostenibilità”.

 

Comunicato stampa di Mauro Banchini, Toscana Notizie

Pubblicato il 14 dicembre 2012