Studio e formazione

Stella Targetti incontra Miriam Vitiello, la prima donna premiata per la fotonica

Pubblicato da giovanisi il 7 novembre 2012

“Vogliamo valorizzare giovani ricercatori, impegnati, entusiasti e portatori di storie positive come la sua. Per questo ci sta a cuore conoscervi e farvi conoscere”.

Lo ha detto la vicepresidente della Regione Toscana Stella Targetti ricevendo Miriam Serena Vitiello, la giovane fisica di Policoro, in Basilicata, prima donna a vincere il premio della SIF (Società di Fisica Italiana) per la fotonica. Si tratta del secondo incontro del “Filo diretto con i ricercatori”, inaugurato a fine settembre dalla vicepresidente Targetti.

Da due anni Miriam è in Toscana come responsabile delle attività di “fotonica Terahertz” presso il Dipartimento di Scienze Fisiche e Tecnologie della Materia del Consiglio Nazionale delle Ricerche , ed è coordinatrice di un progetto FIRB Futuro in Ricerca in collaborazione tra il Laboratorio NEST-Istituto Nanoscienze del CNR e Scuola Normale Superiore di Pisa e il Laboratorio L.e.n.s (Laboratorio Europeo per la Spettroscopia Non-lineare) e l’Istituto Nazionale di Ottica del CNR presso il Polo Scientifico e Tecnologico di Sesto Fiorentino.

In felice controtendenza a una realtà di troppi cervelli in fuga, Miriam Vitiello, che ha vinto in contemporanea tre concorsi per ricercatrice a tempo indeterminato presso l’Università di Parigi, il Consiglio Nazionale delle Ricerche di Firenze e l’Università di Bari, ha scelto Firenze e l’Italia. “Perché, avendo la possibilità – ha spiegato – ho preferito rimanere nel mio Paese e portare il mio contributo. Ho potuto contare su un network internazionale di ricercatori con i quali si sono avviate collaborazioni di successo sia a livello europeo che con l’America. Ho inoltre la fortuna di lavorare presso due centri di ricerca all’avanguardia che su questo versante sono primi e unici in Italia e che possono dialogare a livello internazionale”.

La ricercatrice si è aggiudicata il premio per le ricerche dedicate a sorgenti laser a semiconduttore e rivelatori nano-elettronici ad alta frequenza, che secondo la motivazione della giuria “hanno aperto nuove frontiere nell’innovazione della fotonica Terahertz”.

La radiazione Terahertz, ovvero radiazione di frequenza tra le microonde e l’infrarosso, è un candidato promettente per applicazioni che vanno dal controllo di qualità nell’industria all’identificazione di esplosivi nei sistemi di sicurezza fino all’applicazione sui beni culturali, in quanto sono radiazioni non invasive che possono esplorare con molta precisione materiali delicati come colori, marmi, tele. Interessanti anche le possibili applicazioni mediche utili a investigare i contenuti di acqua delle cellule e scoprire dunque se sono soggette a tumori.

“Proprio per le numerose possibilità di applicazione stiamo ricevendo diverse richieste dal mondo dell’industria, al momento dall’estero – ha continuato Miriam Vitiello – stiamo dunque preparandoci a dialogare con le aziende e ben volentieri, visto che il fine ultimo delle nostre ricerche è proprio l’applicazione delle tecnologia sviluppate”.

Come è arrivata alla fisica Miriam Vitiello? Una forte passione per le materie umanistiche e per l’astronomia durante gli studi al liceo scientifico. Poi una progressiva passione per la fisica della materia e per l’optoelettronica maturata durante il corso di studi universitario presso l’Università degli studi di Bari, grazie soprattutto agli insegnamenti del suo relatore di tesi di laurea. Un incontro fortunato ma non isolato.

“Nella mia carriera scolastica, accademica e di ricerca – ha concluso la ricercatrice – ho avuto la fortuna di incontrare professori e maestri che hanno saputo indirizzarmi e trasferirmi amore per il sapere. A cominciare dai miei genitori, professori di lettere e matematica che, benché vicini alla pensione, oggi sono ancora entusiasti del loro lavoro e continuano a studiare con passione”.

“La Toscana e l’Italia – così la vicepresidente Targetti ha salutato Miriam Vitiello – hanno grande bisogno di esperienze come questa. Noi lavoreremo per farle crescere e renderle feconde. Teniamoci in contatto e collaboriamo”.

 

 

Comunicato stampa di Chiara Bini, Toscana Notizie

Pubblicato il 7 novembre 2012