Giovanisì network

Rossi incontra i ragazzi dei campi antimafia

Pubblicato da giovanisi il 3 settembre 2012

Il presidente della Toscana Enrico Rossi ha incontrato questa mattina in Regione una rappresentanza degli oltre mille giovani toscani che questa estate hanno partecipato ai campi antimafia organizzati – con il sostegno della Regione Toscana – dalle associazioni Arci, Libera, Cieli Aperti per promuovere e diffondere la cultura della legalità. Sono 8 anni che Regione Toscana sostiene la realizzazione di campi di lavoro antimafia, ai quali ogni estate partecipano centinaia di ragazzi toscani tra i 16 ed i 30 anni.  Con un contributo annuo di 134 mila euro la Regione partecipa alle attività organizzate da tre associazioni: il progetto ‘LiberArci dalle spine’ di Arci Toscana,  il progetto ‘E!State Liberi!’ di Libera e il progetto ‘Mandorlo fiorito’ dell’associazione pratese Cieli Aperti. I campi sono organizzati nelle terre confiscate alle mafie in Sicilia, Calabria, Puglia e Campania e prevedono lavoro agricolo, formazione, scambio di esperienze.

Arci Toscana, nell’ambito di ‘LiberArci dalle spine’, ha organizzato (anche con la collaborazione di Cgil e Libera) 25 campi di lavoro e laboratori, tra aprile e novembre 2012.  Al progetto hanno aderito quest’anno oltre 900 giovani, dei quali ben il 77% sono ragazze. La fascia di età prevalente è quella compresa tra i 16 ed i 19 anni.  Oltre a dare il loro contributo lavorando sulle terre confiscate alle cosche, i giovani toscani hanno partecipato a laboratori, seminari e incontri di “educazione alla legalità democratica”: qui hanno incontrato personalità come Rita Borsellino, don Luigi Ciotti, Pippo Cipriani, Giovanni Impastato, Umberto Santino, Giuseppe Lumia, Dino Paternostro, Nicola Cipolla, Antonio Ingroia.

I ragazzi hanno inoltre visitato spazi simbolo come la casa di Totò Riina a Corleone, i luoghi degli attentati ai giudici Gaetano Costa, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e ai politici Pio La Torre e Salvo Mattarella nonchè il luogo dove venne ucciso il piccolo Giuseppe di Matteo, figlio del pentito Santino di Matteo. Nell’ambito di “LiberaArci dalle spine” sono stati inoltre organizzati laboratori sui temi della legalità in Toscana, Lombardia, Liguria.

Il progetto ‘E!State Liberi!’ dell’associazione Libera, invece, affianca al lavoro agricolo l’approfondimento e lo studio del fenomeno mafioso attraverso il confronto con i familiari delle vittime di mafia, con le istituzioni, con i responsabili della comunicazione sociale e delle cooperative sociali. Nel 2012 il progetto ha coinvolto 250 ragazzi toscani, anche grazie alla collaborazione con Agesci Toscana.

Infine il progetto ‘Mandorlo fiorito’ curato dall’associazione pratese Cieli Aperti, propone una attività che non si basa sul lavoro agricolo nelle terre confiscate alla mafia, ma interviene in Calabria, in zone fortemente permeate dalla ‘ndrangheta, con azioni di animazione teatrale, turismo responsabile e scambio di ospitalità rivolte principalmente a giovani e bambini.  Nella prima metà del mese di luglio 2012, nell’ambito di “Mandorlo fiorito”, sono stati realizzati un campo di animazione di strada nella cittadina calabrese di Stilo, con riflessioni sul tema della legalità, giochi, incontri con gli adolescenti e con le istituzioni calabresi che lavorano per promuovere la legalità.  Nella seconda metà di luglio è stato organizzato un campo – con scambi di esperienze tra 20 giovani toscani e 20 giovani calabresi – sulla montagna aretina, per facilitare la conoscenza reciproca e la formazione attraverso la convivenza, i giochi, la condivisione.

 

[Notizia collegata]
Rossi sulla tenuta senese tolta alla mafia: “Chiederò l’intervento del ministro Cancellieri”

Comunicato stampa di Pamela Pucci, Toscana Notizie

Pubblicato il 3 settembre 2012