Lavoro

Politiche industriali e reti di impresa, l’esperienza della Toscana

Pubblicato da l.calugi il 14 febbraio 2012

“Il contratto di rete e più in generale gli strumenti che favoriscono la crescita e l’innovazione delle imprese tramite la loro aggregazione, rispondono bene alle esigenze del sistema toscano, dove la piccola dimensione era e resta una debolezza strutturale, una debolezza che è necessario superare se vogliamo guardare oltre al crisi e costruire uno sviluppo duraturo”.

Così l’assessore alle attività produttive Gianfranco Simoncini ha affrontato il tema delle reti di impresa al centro dell’incontro sul tema Politiche industriali e reti di imprese, stamani in consiglio regionale. Al dibattito hanno partecipato protagonisti del mondo economico e studiosi come Fabrizio Cafaggi, dell’Università di Trento e autore di una ricerca sul tema, il direttore generale politiche industriali del Ministero dello sviluppo economico Andrea Bianchi, Luciano Nebbia direttore regionale di Intesa San Paolo per Toscana, Sardegna, Umbria e Lazio .

L’assessore ha sottolineato come le dimensioni ridotte costituiscano un freno all’innovazione, incidendo negativamente sulla competitività di queste imprese che, spesso, faticano a presentarsi agguerrite sui mercati internazionali. “Ecco perché – avverte Simoncini – abbiamo pensato di migliorarne l’efficienza e la propensione all’innovazione, favorendo l’integrazione e gli scambi, in una logica, appunto, di rete”.

E se il contratto di rete previsto dalle normative nazionali si sta già rivelando utile per rilanciare e rendere più competitivo un sistema dove la piccola e media impresa è prevalente e dove l’aggregazione costituisce, spesso, l’unica possibilità per innovare e riposizionarsi sul mercato, la Regione sta facendo la sua parte non solo favorendone l’utilizzo, ma anche introducendo nuove possibilità di aggregarsi e fare squadra.

L’assessore ha ricordato il bando, da poco concluso ma che sarà a breve rifinanziato, che prevede contributi in conto capitale per finanziare investimenti di aziende che, con le proprie forze, non sarebbero in grado di cimentarsi adeguatamente nella sfida dell’innovazione e della competitività. In particolare l’intervento della Regione punta a rendere più efficienti le imprese grazie ad un finanziamento complessivo di 3 milioni che serviranno a sostenere operazioni di acquisizione di aziende o ramo di azienda, fusioni per unione o incorporazione, costituzione di consorzi di piccole o medie imprese, costituzione e sviluppo di reti di impresa.

Fra le novità del bando c’è proprio l’inserimento, fra le forme incentivate, dei contratti di rete previsti dalla legge 33 del 2009. Fra le spese ammesse, anche quelle per la prestazioni del “temporary manager” o manager di rete, condiviso dalle imprese che la compongono e addetto alla conduzione e al coordinamento delle attività del programma di rete.

Una delle novità del bando sta anche nella previsione di aiuti per le aziende che assumono nuovo personale. Le domande presentate da aprile a settembre sono state in tutto 27, di cui 18 ammesse per un importo complessivo di oltre 2,7 milioni di euro. Di queste 9 sono relative alla costituzione di contratti di rete da parte di imprese del settore tessile, della moda, del conciario, della nautica, della meccanica, dell’informativa e della comunicazione.

Oltre ai bandi direttamente dedicati all’integrazione e alle reti di imprese, la Regione sostiene l’aggregazione, anche con i bandi per l’internazionalizzazione e la ricerca e lo sviluppo (quest’ultimo prevede 70 milioni di contributi di cui 20 milioni dedicati proprio all’aggregazione di impresa). Il sostegno all’aggregazione delle imprese, in particolare delle Pmi, è anche al centro della legge per la competitività, che la giunta ha varato recependo i principi dello Small business act e attualmente all’esame del consiglio regionale.

Comunicato stampa di Barbara Cremoncini, Toscana Notizie

Pubblicato il 14 febbraio 2012