Fondi europei, 3 miliardi di euro per una Toscana più competitiva

Pubblicato da l.calugi il 12 dicembre 2011

Dalla tranvia fiorentina al laser contro i tumori, dal recupero dei siti inquinati alla Cassa integrazione in deroga, dai tirocini del progetto Giovanisì agli asili nido, dall’imprenditoria femminile al sostegno ai giovani agricoltori. E’ questa solo un’infinitesima parte delle realizzazioni e delle opportunità che la Toscana sta sperimentando grazie all’attuale programmazione dei fondi di coesione che, fino al 2013, mettono in campo complessivamente oltre 3 miliardi di euro (3.312) per un’azione combinata su competitività del sistema produttivo e dell’agricoltura, capitale umano e coesione sociale, ambiente e cooperazione internazionale, grazie alle risorse di Fondo di sviluppo regionale, del Fondo sociale europeo, dei fondi che alimentano la Politica agricola comunitaria e dei relativi programmi (POR CreO, POR CRO, PSR), che declinano obiettivi e risorse in chiave toscana. A questi, si aggiungono le risorse di 4 programmi di minori dimensioni, che puntano a favorire la partecipazione della Toscana ad attività di cooperazione internazionale: PO Italia-Francia marittimo, dei PO Med, Interreg IVC ed ENPI. Tutte queste risorse sono parte integrante della programmazione regionale, a partire dal Programma regionale di sviluppo. Partiti insieme nel 2007 (per tutti il punto di arrivo è il 2013), i programmi sono oggi in fase avanzata di attuazione. Un bilancio positivo, che ha dato una mano ad affrontare la crisi e fornito strumenti utili nello sforzo per un riposizionamento competitivo, capace di riavviare lo sviluppo.

Fesr (POR CreO) Si conferma come uno dei principali strumenti per sostenere la nostra economia. Mette in campo 1 miliardo e 127 milioni di contributi pubblici per il periodo 2007-2013. I progetti finanziati, ad oggi, nel complesso sono 3044. Di questi, oltre ai 2536 a sostegno delle imprese toscane, ci sono 358 progetti di opere pubbliche, 150 progetti destinati ai servizi, 95 per la sostenibilità ambientale, 91 per le energie rinnovabili e 11 piani integrati di sviluppo sostenibile (Piuss). Le risorse impegnate dal 2007 ad oggi sono complessivamente 611 milioni di euro, corrispondenti al 54% delle risorse del POR.
La Regione ha deciso di destinare la metà di queste risorse alla ricerca industriale, all’innovazione e al trasferimento tecnologico, con l’obiettivo di un rilancio competitivo dell’economia toscana, a partire dal settore manifatturiero. Non a caso i circa 2500 progetti presentati dalle imprese e finanziati con le risorse del Fesr, vanno nella direzione di far crescere la ricerca industriale grazie ad un più stretto rapporto con Università e centri di ricerca. Attraverso questi strumenti si aiutano le imprese ad innovare, ma anche ad aggregarsi fra loro, a formare reti all’interno delle quali convivono grandi e piccole realtà, lavorando così per superare uno dei punti deboli del sistema toscano, basato sulla piccola e media impresa.
Una parte ingente di queste risorse contribuisce alla realizzazione di due grandi progetti: la tranvia di Firenze e il People Mover a Pisa. Per la prima linea della tramvia fiorentina è intervenuto con 54 milioni di euro. Al progetto People Mover sono stati assegnati 28 milioni di euro. Con questo intervento verrà realizzato il collegamento veloce e frequente su rotaia tra la stazione ferroviaria e l’aeroporto.
Grazie al Fesr sono 24 i progetti di eccellenza, realizzati o in fase di realizzazione, da parte di imprese, grandi e piccole, che si sono messe insieme a centri di ricerca e università per realizzare esperienze innovative di prodotto o di processo nei campi della sanità, delle energie rinnovabili, della sostenibilità ambientale, dei trasporti e della mobilità.

Fse (POR CRO) Con una dote complessiva di 664 milioni di euro, si prefigge di favorire l’occupazione, la qualità del lavoro e la coesione sociale attraverso gli investimenti sul capitale umano. In questi anni di crisi il Fse è stato lo strumento principale per la tenuta sociale, garantendo interventi sulla cassa integrazione in deroga e per il riorientamento dei lavoratori e delle lavoratrici espulse dal mercato del lavoro. E’ un ruolo che dovrà continuare a svolgere, in una fase in cui si prevede anche per l’Italia l’ingresso in recessione, ma in cui non si può rinunciare a gettare le basi per l’avvio di iniziative di sviluppo.
Ad oggi, dei 664 milioni che costituiscono la dote complessiva, 352 sono impegnati (circa il 53% della programmazione totale, di cui 204 milioni effettivamente spesi. I destinatari, cioè le persone che in vario modo hanno usufruito di queste risorse, sono 75.269, mentre gli interventi finanziati sono 65.543 (4.843 progetti e 22.060 interventi individuali).
Fra gli interventi più significativi, ricordiamo gli interventi, per circa 100 milioni, per la cassa integrazione in deroga (oltre 43 mila lavoratori ne hanno usufruito). Fra i più recenti, grazie a 11 milioni stanziati per il 2011, i tirocini formativi nell’ambito del progetto GiovaniSì, con l’obiettivo di correggere l’uso distorto e riportare lo strumento alle sue finalità formative: serviranno per le borse di studio e a incentivare l’assunzione dei tirocinanti da parte delle aziende.
Ci sono poi gli sportelli per i lavoratori atipici (5,4 milioni), i progetti transnazionali per la mobilità internazionale di studenti, lavoratori, insegnanti, apprendisti, laureati, imprenditori che con 14 milioni di contributo hanno fatto muovere oltre 5000 persone. E ancora, i corsi di istruzione e formazione tecnica superiore (Ifts), che hanno consentito la creazione di percorsi mirati di formazione superiore attraverso il finanziamento di 43 corsi con ottimi riscontri sul piano dell’occupazione. Sono stati inoltre finanziati, con circa 5 milioni, progetti formativi per i settori energia, antichi mestieri, spettacolo, manifatturiero, nautica da diporto (18 progetti, 1800 persone coinvolte, lavoro per circa 200 persone). Altri interventi hanno riguardato l’alta formazione (11 milioni hanno finanziato, ad esempio, giovani ricercatori con 87 borse di ricerca). Ancora si possono citare la formazione a distanza (5 milioni per il portale Trio), il finanziamento (8 milioni) della carta Ila (individual learning account), i voucher di conciliazione (4,2 milioni per 2780 voucher per favorire il lavoro delle donne), l’educazione degli adulti (4,4 milioni).

PO Marittimo Italia-Francia Facilitare la mobilità degli studenti che vivono lungo le sponde del Mediterraneo, gli scambi finalizzati al dialogo culturale, a manifestazioni ludiche o sportive e, ancora, investimenti per integrare meglio, dal punto di vista urbanistico, porti e centri urbani delle città portuali. Questi gli obiettivi del PO Italia-Francia Marittimo 2007-2013, che mette in campo 161 milioni per la cooperazione transfrontaliera, con il cofinanziamento del Fesr e che coinvolge Toscana (le cinque province della fascia costiera), Liguria, Sardegna e Corsica.
I progetti approvati sono 51 (fra questi 5 progetti di mobilità scolastica), per un totale di risorse impegnate pari a oltre 124 milioni, l’82% del totale.

PO Med Interessa le regioni degli stati Ue che si affacciano sul Mediterraneo. Le risorse assegnate per progetti approvati che coinvolgono la Toscana sono in tutto 5 milioni e 500 mila euro (il totale è di oltre 241 milioni).

PO Interreg IV Il programma, che prevede la cooperazione fra regioni europee, si concentra su due priorità: innovazione ed economia della conoscenza, ambiente e prevenzione dei rischi. Dal 2007 sono stati fatti due bandi a seguito dei quali sono stati approvati 3 progetti che vendono la Toscana capofila, mentre in altri è comunque presente (in 17 progetti su 122 approvati) per complessivi 4 milioni di euro di risorse assegnate. .

PO Enpi Lo strumento europeo di vicinato è finalizzato a costruire una zona europea di vicinato fra la Ue e i territori limitrofi non aderenti. A luglio 2011 sono stati presentati dalla Toscana 5 progetti per un totale di 62 milioni di euro che sono stati utilizzati per interventi nel campo del turismo, della gestione dei rifiuti, dell’energia solare, della gestione integrata delle coste e dell’agroalimentare.

Politica agricola comune I due fondi agricoli (Feaga e Feasr) mettono a disposizione della Toscana 876 milioni di euro (2007-2013). Il programma è articolato su 4 assi: competitività e sostegno a innovazione e sviluppo del settore agricolo; valorizzazione di ambiente e spazio naturale sostenendo la gestione del territorio; miglioramento della qualità della vita nelle zone rurali; sostegno ai progetti elaborati a livello locale con il coinvolgimento di tutti i soggetti rappresentativi, pubblici e privati. A settembre 2011 la spesa attivata era pari a circa 665 milioni di euro; la spesa assegnata a 531 milioni: la spesa già erogata ai beneficiari 273 milioni e 700 mila euro. I beneficiari, a quella data, erano in tutto 18 mila di cui oltre 13 mila aziende individuali e oltre 4.400 aziende condotte da giovani sotto i 40 anni e 1600 di donne. Fra le altre cose è stato sostenuto l’insediamento di 877 giovani agricoltori in azienda, sostenute 1043 imprese agricole, 73 imprese di trasformazione, 900 aziende biologiche, 140 interventi di prevenzione del dissesto idrogeologico, 272 agriturismi.

Comunicato stampa di Barbara Cremoncini, Toscana Notizie

Pubblicato il 12 dicembre 2011