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Uno stesso Isee per accedere ai servizi: accordo oggi in Regione

Pubblicato da giovanisi il 16 novembre 2011

La Toscana sceglie l’Isee. Regione, associazione dei Comuni, le tre università di Firenze, Pisa e Siena e e le organizzazioni sindacali hanno oggi firmato un accordo che è un po’ una norma quadro e una scelta di campo. Dal 1 gennaio sarà l’Isee (quello standard) a decidere l’accesso ai servizi e per quanto ognuno dovrà eventualmente partecipare alla spesa. L’Isee è l’indicatore inventato ed adottato in Italia nel 1998 e che tiene di conto, per misurare la capacità economica, non solo degli stipendi, ma anche di case, conti correnti, titoli e, soprattutto, della composizione di una famiglia e di spese come mutuo o affitto.

“I tagli del governo riducono le risorse a nostra disposizione – annota il presidente della Toscana, Enrico Rossi – Prima di tagliare i servizi e smontare l’attuale welfare ho già detto che è preferibile chiedere un aiuto ai cittadini: tutelando però chi ha di meno. Da qui l’importanza di utilizzare l’Isee, che non voglio dire che sia uno strumento perfetto ma sicuro garantisce una maggiore equità”.

L’Isee, calcolato ovunque allo stesso modo, varrà per la Regione: già è stato utilizzato dall’estate per il ticket aggiuntivo sui farmaci richiesto dal governo e per gli esami specialistici. Varrà per i servizi sociali e scolastici dei Comuni. Varrà per tasse e borse di studio universitarie. Varrà in futuro, magari, anche per gli abbonamenti di bus e treni regionali. Una misura di equità. “L’Isee è sicuramente preferibile alla sola dichiarazione dei redditi – dice Rossi – Per questo l’abbiamo scelto. Ma occorre, perché sia davvero uno strumento equo, che ovunque venga applicato allo stesso modo e per servizi analoghi. Occorre anche aumentare poi i controlli. E solo con uno stesso identico Isee, che prenda in considerazione beni censiti, si possono rendere più incisivi e possibili i controlli, oltre che semplificare la vita ai cittadini ”.

L’accordo di oggi è propedeutico a tutto questo. L’adozione diffusa ed omogenea dell’Isee standard è l’impegno preso per il 2012. Il passo successivo sarà l’elaborazione di un Isee diverso, che tenga conto di più indicatori ed eventuali correttivi. Un Isee ancora più equo che la Toscana si impegna e vuole costruire, discutendone prima tra tutti gli attori del sistema regionale e proponendo poi le modifiche al legislatore nazionale. L’Irpet, l’istituto di programmazione economica della Toscana, è già al lavoro al riguardo. Ci sono Comuni, ad esempio, che già oggi soppesano l’eventuale possesso di uno o più auto di una certa cilindrata oppure considerano eventuali abbonamenti alla pay-tv. Ma i correttivi potrebbero essere anche semplicemente considerare in modo diverso gli attuali ‘mattoni’ che compongono l’Isee. Tutto questo non riguarda comunque il 2012.

L’applicazione dell’Isee standard avrà comunque alcune deroghe. L’indicatore potrà infatti continuare ad essere integrato nell’ambito del diritto allo studio universitario, in modo da tenere di conto dei soggetti che effettivamente sostengono l’onere del mantenimento dello studente. Lo stesso vale per la non autosufficienza e la disabilità. Ogni ente manterrà inoltre la facoltà di regolare l’accesso ai servizi erogati secondo fasce diversificate. Stesso strumento, stessi parametri e controllo dunque unico, ma soglie di accesso non per forza uguali. Dipenderà dal servizio e dall’ente.

Il cittadino avrà comunque un vantaggio immediato, subito dal prossimo anno: non sarà più costretto a compilare una nuova autocertificazione ogni volta che richieda un nuovo servizio ad un ente diverso. La rivoluzione avviata si tradurrà infatti in procedure più semplici. La tessera sanitaria, che tutti possiedono, diventerà nel 2012 la chiave per accedere agli archivi dell’Inps, dove finiscono tutti gli Isee calcolati. Basterà presentare questa. La Regione sta prendendo accordi al riguardo con l’ente di previdenza per mettere a punto la procedura informatica. L’importante è attivare la tessera. Finora l’ha fatto un toscano su quattro. Per farlo basta rivolgersi alla Asl, dove sono stati predisposti sportelli dedicati, e in futuro anche alle farmacie, un po’ come avviene oggi per le prenotazioni delle visite.

 

L’Isee in breve
Nato nel 1998, l’Isee calcola la ricchezza di una famiglia non solo sugli stipendi, ma anche tenendo conto del patrimonio: ovvero case, conti correnti e titoli. E se una famiglia è più o meno numerosa, se lavorano marito e moglie o solo uno dei due, se ci sono figli minori, mutui da pagare, le spese possono essere molto diverse. Così lo stesso reddito e lo stesso patrimonio possono avere un peso assai diverso.

Prendiamo il caso di una famiglia con marito e moglie che lavorano e un imponibile Irpef da 65 mila euro l’anno, due figli di cui uno minore, una casa di proprietà, un mutuo da pagare da 200 mila euro praticamente all’inizio e 25 mila euro in banca. L’Isee si aggirerà attorno ai 26 mila euro, che è molto meno della somma dei due stipendi. Se il mutuo non ci fosse, sforerebbe i 30 mila. Se marito e moglie non avessero figli, l’Isee oscillerebbe da 43 a 50 mila euro, con o senza mutuo. Una bella differenza. Con l’Isee chi oggi è esente potrebbe diventarlo, ma anche viceversa: a seconda delle fasce che saranno applicate.

Per dodici anni l’Isee è stato utilizzato per accedere a numerosi servizi: dalla determinazione delle rette per il ricovero degli anziani in strutture assistite al calcolo delle soglie di esenzione per determinate prestazioni sanitarie, dall’accesso agli asili nidi alle borse di studio o al rimborso dei libri scolastici, anche per determinare l’importo dei buoni pasti comunali per la scuola o la retta dell’asilo. Ma non da tutti e non in modo omogeneo.

In rete sono disponibili programmi che aiutano a calcolare l’Isee: anche sul sito dell’Inps. Basta digitare: www.inps.it/servizi/isee/simulazione/simulazionecalcolo.asp. Ma è solo una simulazione. L’unico documento valido è quello compilato dai centri di assistenza fiscale o dall’Inps stessa. Il rilascio dell’attestazione è gratuito e il certificato vale un anno. Chiunque può chiedere che gli venga calcolato l’indicatore Isee: anche gli stranieri, purché in possesso di permesso di soggiorno valido o in attesa di rilascio.

Comunicato stampa Toscana Notizie, di Walter Fortini

Pubblicato il 16 novembre 2011