Servizio civile

Servizio civile: un’esperienza che riguarda ancora pochi giovani

Pubblicato da l.calugi il 21 settembre 2011

2167 sono i ragazzi ritenuti idonei al servizio nel 2010 su 5173 domande presentate. 21% la percentuale dei progetti proposti dagli enti che poi vengono effettivamente realizzati. “E’ ancora poco” dice Luca Orsoni, presidente del Crescit, che nell’articolo qui di seguito pubblicato da “Toscana oggi” presenta il rapporto del 2010.

Di Simone Pitossi, pubblicato su “Toscana oggi” il 18 settembre 2011 (scarica articolo in pdf)

Il servizio civile, purtroppo, riguarda un numero limitato di giovani toscani. Davvero troppo pochi hanno la possibilità di scegliere questa strada. È Luca Orsoni, presidente del Crescit (Conferenza Regionale degli Enti di Servizio Civile in Toscana) a lanciare l’allarme. L’occasione è la presentazione del Rapporto annuale sul servizio civile in Toscana che, quest’anno, giunge alla terza edizione. «Frutto della collaborazione ormai pluriennale tra Regione Toscana e (CRESCIT) – spiega Orsoni – il rapporto intende offrire uno spaccato dell’esperienza del servizio civile nella nostra Regione. Questo terzo rapporto si inserisce in un momento molto importante per i giovani della Toscana: la Regione infatti sta investendo non poche risorse per avviare azioni e strumenti per lo sviluppo del percorso di crescita e autonomia del giovane, all’interno della propria relazione nella società e accanto a processi rinnovati di cittadinanza, che ha nella responsabilità reciproca il nodo centrale dello sviluppo dei giovani in Toscana». Il servizio civile è dunque uno di questi strumenti «permettendo ai giovani di sperimentarsi nella costruzione di una società e una Toscana più coesa, più responsabile, più “condividente”».

«Purtroppo – sottolinea il presidente del Crescit – anche da questo rapporto emerge in maniera evidente come ad oggi il servizio civile sia una esperienza che riguarda un numero limitato di giovani. La sperimentazione del Servizio Civile Regionale, accanto a quello Nazionale, con alcuni bandi già avviati, ha permesso di incrementare l’investimento economico in questa significativa esperienza». Nel 2010 sono stati solo 2167 quelli selezionati su oltre 5 mila che hanno fatto domanda. «Con il Servizio Civile – continua – i giovani hanno la possibilità di dedicare un anno della propria vita a favore di un impegno solidaristico. Il servizio civile garantisce ai giovani una forte valenza educativa e formativa, è una importante occasione di crescita personale, una opportunità di educazione alla cittadinanza attiva, un prezioso strumento per aiutare le fasce più deboli della società contribuendo allo sviluppo sociale, culturale ed economico del nostro Paese. Chi sceglie di impegnarsi per dodici mesi nel Servizio civile volontario, sia esso nazionale o regionale, sceglie di aggiungere un’esperienza qualificante al proprio bagaglio di conoscenze, spendibile nel corso della vita lavorativa e che talvolta si tramuta in opportunità di lavoro, e nel contempo si assicura una sia pur minima autonomia economica». Orsoni sottolinea poi la valenza formativa. «Sostengo da sempre – spiega – che il servizio civile dovrebbe diventare un momento imprescindibile di formazione per i nostri giovani: è un’esperienza che resta per tutta la vita e può aiutare molto a irrobustire la personalità giovanile, a rendersi conto che non siamo isole, che ciascuno è in relazione con gli altri e che i problemi e le difficoltà che altri hanno potrebbero essere, a volte nella vita, le nostre.

Centinaia di volti, storie, esperienze, incontrati in questi anni ci dicono che è importante investire sul servizio civile. E non solo sui giovani che vi partecipano, ma anche sulle figure adulte di riferimento: insieme – giovani e adulti – hanno compiuto, spesso inconsapevolmente, un percorso che li ha aiutati a costruire certezze, non solo per l’oggi, ma anche per il domani».
Il presidente del Crescit conclude con la una speranza: «Invertire la rovinosa rotta che – almeno a livello nazionale – sta portando allo smantellamento di questa esperienza».


La scheda

Nell’anno 2010, nel territorio regionale toscano sono stati accreditati allo svolgimento di attività di servizio civile 224 enti, suddivisi in enti pubblici e privati iscritti all’albo regionale toscano (107), enti pubblici e privati iscritti all’albo nazionale (102) ed enti pubblici e privati iscritti ad altri albi regionali (15). A questi enti fanno capo le 3121 sedi operative presenti nelle varie province della regione Toscana.

I progetti realizzati

Tra gli enti accreditati 73 hanno realizzato progetti con il Bando ordinario 2009 e 2 enti li hanno realizzati con il Bando Ricorsi Progetti 2008. La realizzazione dei progetti è avvenuta all’interno delle 654 sedi attive, la cui gestione deriva per il 44% da enti associati, consorziati e federati con enti privati e pubblici, per il 31% da sedi gestite direttamente e per il restante 25% da accordi di partenariato. L’attività di progettazione degli enti vede realizzarsi il 27,5% dei progetti presentati, ovvero 233 su 846 proposte, il 66,2% sono invece i progetti approvati ma non finanziati (560 progetti) e il 6,3% quelli respinti (53).

Tasso di realizzazione

Tra i progetti realizzati, 225 riguardano il Bando ordinario 2009 e 8 progetti invece, con Bando Ricorsi Progetti 2008.

Nel dettaglio di questa attività, sono gli enti privati nazionali attivi in Toscana ad aver presentato (587) e realizzato (123) il maggior numero di progetti, seguiti dagli enti pubblici iscritti all’albo regionale toscano (161 progetti presentati e 80 realizzati), nell’analisi però del tasso di realizzazione dei progetti, ovvero nel rapporto tra progetti realizzati e progetti presentati sono i secondi a primeggiare con il 49,7% di realizzazione dei propri progetti, seguiti dal 41,8% di tasso di realizzazione degli enti privati iscritti all’albo regionale toscano.

I settori

Gli enti privati nazionali attivi in Toscana realizzano infatti solo il 21% dei progetti che propongono. Della totalità dei progetti realizzati, il 60,1% riguarda il settore dell’assistenza, il 27% educazione e promozione culturale, il 9,4% patrimonio artistico e culturale, il restante 3,5% ambiente e protezione civile (2,6% il primo e 0,9% il secondo). Le province nelle quali si è riscontrata la migliore attività di progettazione sono Firenze, Pisa e Arezzo, nelle quali si riscontra il più alto numero di progetti presentati e realizzati. Il capoluogo di provincia è ancora una volta il territorio nel quale si manifesta la più viva attività di servizio civile, per presenza di sedi di enti realizzatori di progetti e per la loro capacità progettuale.

Quanti sono i volontari

Per quanto riguarda i volontari, i posti messi a bando nell’anno 2010 sono stati 2228 per i quali sono state presentate 5173 domande. I ragazzi ritenuti idonei e selezionati sono stati 2167, ma quelli realmente avviati al servizio, ovvero che hanno prestato almeno un giorno di servizio, sono stati 2141, ridotti poi in seguito a causa delle interruzioni (90) e degli abbandoni (213), le prime compensate però dai 190 subentri effettuati.

Occasione di crescita

«Dalla valutazione che gli enti hanno dato in merito all’attività di servizio civile svolta dai volontari si legge nel rapporto – emerge che, la maggioranza reputa il servizio civile un’occasione di crescita personale, di formazione civica e di educazione alla pace per i giovani arruolati, oltre che un requisito aggiuntivo da poter rivendere nel mondo del lavoro».

 

 

Pubblicato il 21 settembre 2011